Next Eu Magazine

ESG dei territori, l’Osservatorio parte da Roma

La sostenibilità di un territorio può essere misurata attraverso dati, comportamenti delle organizzazioni, qualità della governance, inclusione, capacità di rigenerazione e impatto sulle comunità.

È da questa idea che ha preso avvio a Roma l’Osservatorio ESG dei Territori, durante la Rome Future Week, con la conferenza dedicata a ESG dei territori, Società Benefit, KPI e impatto.


ESG significa Environmental, Social and Governance e identifica le tre dimensioni ambientale, sociale e di governo delle organizzazioni. Portare questi criteri sul territorio significa osservare ciò che accade fuori dai confini della singola impresa e mettere in relazione aziende, amministrazioni pubbliche, università, comunità, servizi, lavoro, ambiente e qualità della vita.
L’incontro del 26 settembre ha rappresentato l’inaugurazione dell’Osservatorio ESG dei Territori, promosso da Next EU come struttura permanente di ricerca, analisi e monitoraggio dedicata alla sostenibilità territoriale e alla costruzione di indicatori capaci di leggere le trasformazioni locali.

Sponziello apre i lavori e presenta l’Osservatorio

Ad aprire la giornata è stato Marco Sponziello, professore presso l’Università del Salento, direttore dell’Osservatorio ESG dei Territori e Ambasciatore del Patto Europeo per il Clima, che ha inquadrato il progetto e il percorso di ricerca avviato.
“L’Osservatorio nasce per costruire una lettura della sostenibilità territoriale basata sui principi ESG, applicati prima di tutto sulle aziende e poi adattati alle altre organizzazioni territoriali, pubbliche e private. Questi criteri, infatti, applicati ai territori possono aiutare a comprendere come cambiano nel tempo ambiente, inclusione, lavoro, servizi, formazione, capacità amministrativa, governance e partecipazione”, ha dichiarato il direttore dell’Osservatorio. Egli ha, inoltre, sottolineato il carattere inaugurale della giornata. “Il confronto di Roma rappresenta il punto di partenza di un lavoro destinato a coinvolgere competenze accademiche, imprese, professionisti, associazioni e amministrazioni pubbliche” ha concluso Sponziello prima di passare la parola al Prorettore dell’Università del Salento Prof. Salvaore Rizzello, membro dell’Osservatorio con delega all’Alta formazione e professore ordinario di Economia Politica.

Rizzello e le scelte delle persone

Il professore ha portato l’attenzione sul rapporto tra norme, comportamenti volontari e sostenibilità.
Il tema riguarda direttamente la funzione degli obblighi giuridici. Fino a che punto la transizione ESG debba essere determinata dalla legge e quanto spazio possa invece essere lasciato alle decisioni individuali e collettive.
Rizzello ha richiamato una lettura che parte dalla persona. “Prima ancora che consumatori, gli individui sono persone che sviluppano preferenze, valori e criteri di scelta. Anche l’acquisto diventa così un comportamento capace di incidere sul mercato. Aziende percepite come coerenti sul piano ambientale e sociale possono essere premiate attraverso le decisioni quotidiane delle persone”, ha concluso Rizzello.
Una dinamica, quindi, che sposta parte della sostenibilità dal solo terreno della compliance a quello della cultura, della reputazione e della fiducia.

Rossi e il valore che attraversa le generazioni

Cinzia Rossi, presidente della Fondazione Communia e professoressa di Antropologia organizzativa presso la Pontificia Università Antonianum, ha affrontato il tema dei beni comuni e della durata delle organizzazioni.
“Un’impresa, una fondazione o un’istituzione – afferma la professoressa – può avere una vita molto più lunga rispetto alle persone che in un determinato momento ne assumono la responsabilità. Questa prospettiva cambia il modo di leggere le decisioni organizzative. La governance ESG assume così una dimensione intragenerazionale e intergenerazionale. Le decisioni prese oggi producono effetti sulle persone che vivono nello stesso periodo storico e possono trasferire conseguenze alle generazioni successive”.
Beni comuni, territorio, risorse naturali, conoscenza e patrimonio sociale entrano quindi nella valutazione del valore prodotto dalle organizzazioni.

Marchionne e la dimensione umana della S degli ESG

Pierre Marchionne, direttore artistico dell’Italia Green Film Festival, ha aperto il proprio intervento attraverso la proiezione di un cortometraggio dedicato alla fine del mondo. Una scelta utile a spostare per qualche minuto il confronto dai numeri alle persone.
Marchionne ha concentrato il proprio intervento sulla S degli ESG, quella Social che riguarda persone, relazioni, cultura, inclusione e comunità.
L’esperienza dell’Italia Green Film Festival, arrivato alla settima edizione, mostra come cinema e linguaggi culturali possano contribuire alla diffusione di una maggiore consapevolezza sui temi ambientali e sociali.
Marchionne ha inoltre annunciato un nuovo passaggio del percorso.

Marchionne ha dichiarato che nella prossima edizione del festival, in Sardegna, sarà proposto un manifesto dedicato agli ESG dei territori, aperto alle organizzazioni disponibili a condividere principi e impegni legati alla sostenibilità territoriale.

Prattichizzo e il valore della comunicazione dei dati

Giovanni Prattichizzo, Social Media Manager e Digital PR dell’Istituto Nazionale di Statistica, ISTAT, ha portato nel confronto il tema dei dati e della loro comunicazione.
La disponibilità di un indicatore rappresenta soltanto una parte del lavoro. Un dato statistico acquista utilità quando viene spiegato, contestualizzato e reso comprensibile alle persone che dovranno utilizzarlo.
L’esperienza maturata nella comunicazione social dell’ISTAT permette di osservare da vicino questo passaggio. Numeri tecnicamente corretti possono avere un impatto limitato quando il linguaggio utilizzato li rende distanti dalla vita quotidiana.
Per un Osservatorio dedicato agli ESG territoriali questo aspetto assume un peso particolare. Misurare serve. Far capire cosa misura un indicatore e perché quel numero riguarda cittadini, amministratori e imprese serve altrettanto.

Mariano porta la parità di genere negli ESG territoriali

Milena Mariano, divulgatrice sui temi della parità di genere, della legalità e dell’inclusione, ha concentrato il proprio intervento sulla parità di genere.
Il tema viene spesso affrontato all’interno delle imprese attraverso politiche organizzative, certificazioni, sistemi di monitoraggio e indicatori. Mariano ha proposto di estendere questa impostazione anche alle amministrazioni pubbliche e alla misurazione dei territori.
La presenza delle donne nei ruoli decisionali, le condizioni di accesso al lavoro, i differenziali occupazionali, la conciliazione dei tempi e le politiche locali possono diventare indicatori della componente Social degli ESG territoriali.
La parità di genere diventa così una variabile attraverso cui osservare concretamente la qualità sociale di un territorio.

Castelli e il ruolo delle Società Benefit

Rosalia Castelli, CEO e co-founder di ESG Italia Società Benefit, ha portato l’esperienza della società che affianca imprese e organizzazioni sui temi della compliance ESG, della rendicontazione di sostenibilità e delle Relazioni di Impatto previste per le Società Benefit.
Il punto centrale riguarda la trasformazione degli ESG in strumenti di gestione. Bilanci di sostenibilità e Relazioni di Impatto permettono di raccogliere informazioni, definire obiettivi, misurare attività e comprendere quale valore venga prodotto per persone, ambiente e territorio.
La CEO di ESG Italia SB ha proposto di osservare anche la diffusione delle Società Benefit come possibile indicatore ESG territoriale. Il numero di imprese che scelgono questa forma giuridica, la loro distribuzione geografica e la capacità di generare progetti di beneficio comune possono offrire elementi utili per leggere la cultura imprenditoriale presente in una determinata area.
Il modello Benefit può inoltre rafforzare il rapporto tra impresa e territorio, trasformando gli impegni ambientali e sociali in elementi integrati nella governance aziendale.

Chiriatti e la rigenerazione del Salento dopo la Xylella

Simone Chiriatti, General Manager di Olivami ETS, ha spostato il confronto sul territorio raccontando l’esperienza dell’associazione e il lavoro sviluppato nel Salento colpito dalla Xylella.
Olivami lavora alla rigenerazione agricola attraverso nuovi impianti di ulivo e il coinvolgimento di agricoltori, cittadini e imprese.
Chiriatti ha richiamato anche il lavoro di Carborea Società Benefit, legato alla generazione di crediti di carbonio attraverso progetti connessi alla rigenerazione olivicola. Il modello mette in relazione assorbimento di CO2, recupero agricolo, sostegno agli agricoltori e ricostruzione del paesaggio salentino.
È un esempio concreto di ESG territoriale perché rende visibile il collegamento tra la E ambientale, la S legata alla comunità agricola e la capacità organizzativa necessaria per misurare e documentare gli impatti.

Moscardino e la responsabilità delle parole

Paola Moscardino, giornalista Mediaset, ha affrontato il ruolo della comunicazione nella sostenibilità e la sua capacità di incidere sulle scelte delle persone.
Le parole utilizzate da imprese, istituzioni e media possono orientare percezioni e comportamenti. Per questo la comunicazione ESG richiede dati, fonti e affermazioni verificabili.
Moscardino ha richiamato anche le nuove regole contro il greenwashing. In Italia il D.Lgs. 20 febbraio 2026 n. 30, che recepisce la Direttiva UE 2024/825, è entrato in vigore il 24 marzo 2026 e le relative disposizioni diventano applicabili dal 27 settembre 2026.
La disciplina interviene sulle dichiarazioni ambientali generiche prive di adeguati elementi di prova, sui marchi di sostenibilità e su alcune affermazioni climatiche legate alla compensazione delle emissioni. Rafforza inoltre le informazioni rivolte alle persone su durabilità, riparabilità e caratteristiche ambientali dei prodotti.
Per la comunicazione ESG cambia quindi il metodo. Una dichiarazione ambientale deve poggiare sempre di più su elementi dimostrabili e verificabili.

Formazione e consapevolezza

Nella parte finale dell’incontro Rizzello ha ripreso la parola concentrandosi sulla formazione e sull’alta formazione.
Università e percorsi formativi possono incidere sulla capacità delle persone di comprendere dati ambientali, conseguenze economiche, comportamenti sociali e qualità delle istituzioni.
La cultura ESG passa quindi anche dalla costruzione di competenze. Persone capaci di interpretare gli effetti delle proprie scelte possono incidere sulle organizzazioni attraverso il lavoro, il consumo, l’impresa e la partecipazione alla vita pubblica.

Dall’Osservatorio alla EEC Company

Le conclusioni sono state affidate nuovamente a Marco Sponziello che ha annunciato la volontà di trasformare i contenuti emersi durante la giornata nei primi atti del convegno dell’Osservatorio ESG dei Territori.
Tra i filoni di lavoro indicati trova spazio anche la proposta della EEC Company, che Sponziello porta avanti da tempo, un possibile modello societario europeo d’impresa sostenibile pensato per essere riconoscibile nei 27 Stati membri dell’Unione Europea e ispirato, sotto il profilo giuridico, all’esperienza delle Società Benefit.
L’idea è integrare nella struttura dell’impresa finalità economiche, ambientali e sociali, creando un quadro comune europeo nel quale la responsabilità verso ambiente, persone e territori entri direttamente nella governance e negli obiettivi societari.
Una EEC Company potrebbe assumere impegni leggibili, misurabili e rendicontabili verso ambiente e comunità, trasferendo su scala europea alcuni principi già sperimentati attraverso il modello Benefit italiano.
L’Osservatorio ESG dei Territori intende portare avanti questo tema insieme alla ricerca sugli indicatori territoriali, alle attività di analisi e al confronto tra università, imprese, associazioni e istituzioni.

Galleria

Si ringrazia @terzapaginamagazine per le riprese e il montaggio video.

Vuoi ricevere la nostra Newsletter con le news su Innovazione, Sostenibilità ed ESG?

Non inviamo spam! Puoi saperne di più leggendo la nostra Informativa sulla privacy

Autore

  • Dottoressa in governance delle politiche migratorie dell'Area Euromediterranea - Specialista in green management and sustainable business - Blogger

close

Vuoi ricevere la nostra Newsletter con le news su Innovazione, Sostenibilità ed ESG?

Non inviamo spam! Puoi saperne di più leggendo la nostra Informativa sulla privacy

Condividimi sui Social Network!

Michela Conte

Dottoressa in governance delle politiche migratorie dell'Area Euromediterranea - Specialista in green management and sustainable business - Blogger

Potrebbe anche interessarti...

Open chat
Ciao, siamo Next Eu. Ci occupiamo di promuovere innovazione e sostenibilità con l'Associazione e il Magazine. Se vuoi unirti a noi o proporre idee scrivici un messaggio qui