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Evento sul Carbon market all’Università di Siena

Si è concluso all’Università di Siena, presso il Dipartimento di studi aziendali e giuridici, un confronto ricco di spunti l’evento Oltre la compliance con il Green Deal europeo, il carbon market come motore di crescita sostenibile per le imprese italiane, ospitato dall’Università degli Studi di Siena nell’Aula Franco Romani. L’iniziativa ha acceso l’attenzione su uno dei temi più rilevanti per il futuro delle imprese italiane, cioè il ruolo del carbon market come leva di crescita sostenibile, innovazione e competitività. Il convegno ha riunito accademici, istituzioni e professionisti in un dialogo ampio e concreto, capace di mettere in relazione la transizione ecologica con le strategie aziendali, la finanza ambientale e l’evoluzione del quadro europeo.

Il valore strategico del carbon market per le imprese italiane

Al centro dell’incontro è emersa con chiarezza l’idea che il mercato del carbonio rappresenti oggi molto più di un semplice adempimento regolatorio. I mercati volontari e regolamentati, i crediti di carbonio, le certificazioni e gli strumenti collegati alla misurazione degli impatti ambientali stanno assumendo un ruolo sempre più rilevante nella costruzione di percorsi di sostenibilità credibili, misurabili e orientati al futuro. Per le imprese italiane questa evoluzione apre spazi importanti sul piano della crescita, della reputazione, della capacità di attrarre investimenti e della possibilità di posizionarsi con maggiore forza in uno scenario globale attraversato dalla transizione verde.

Relatori e contenuti di una giornata di alto profilo

Ad aprire i lavori sono stati i saluti istituzionali del Dr. Massimo Pronio, della Rappresentanza della Commissione Europea a Roma, del Prof. Massimiliano Montini e il per Europe Direct Siena e Università di Siena. L’introduzione e la moderazione sono state affidate all’Avv. Flavia Helena Meirelles Di Pilla, che insieme al Prof. Montini sono state le figure centrali anche nell’organizzazione dell’iniziativa.

Nel corso della prima sessione il Prof. Massimiliano Montini ha approfondito il tema La politica climatica europea e l’impatto sulle imprese, offrendo una lettura puntuale delle trasformazioni in atto nel quadro comunitario. A seguire il Prof. Stefano Verde ha sviluppato la relazione L’integrazione dei mercati del carbonio, mettendo in evidenza i nodi strategici che legano governance climatica, strumenti economici e traiettorie di sviluppo.

La seconda parte dei lavori ha acceso il focus su mercato volontario, crediti e certificazioni. Il Prof. Davide Pettenella dell’Università di Padova ha presentato la relazione Il mercato volontario, evoluzione europea e prospettive italiane, offrendo un contributo di grande interesse sulle tendenze emergenti e sulle opportunità che si stanno aprendo.

L’Avv. Flavia Di Pilla del Foro di Siena ha poi approfondito il tema Crediti di carbonio, standard e certificazioni internazionali, riportando il dibattito sul terreno della qualità, dell’affidabilità e della credibilità degli strumenti oggi disponibili.

ESG, finanza ambientale e nuove prospettive

Nella terza sessione dedicata all’integrazione strategica e alle nuove prospettive il Prof. Marco Sponziello dell’Università del Salento e di ESG Italia ha affrontato il tema Integrazione ESG e carbon market nelle strategie aziendali, mostrando come i criteri ESG possano diventare una struttura concreta per orientare le scelte d’impresa dentro una visione più evoluta della sostenibilità. Il suo intervento ha rafforzato il legame tra carbon market, governance e competitività, evidenziando la necessità di una lettura manageriale e sistemica della transizione.

Di grande rilievo anche il contributo della Dott.ssa Ana Carolina Costa e Silva di Luminis Capital srl Società Benefit, che ha presentato la relazione Attivi agroambientali ed effetti finanziari, un’alternativa solida ai crediti di carbonio. Nel suo intervento, la dottoressa ha richiamato con particolare chiarezza la differenza tra attivi agroambientali e crediti di carbonio, chiarendo come si tratti di strumenti distinti per natura, funzione e ricadute economiche. I crediti di carbonio riguardano la misurazione e la valorizzazione della riduzione o della rimozione delle emissioni, mentre gli attivi agroambientali rinviano a un insieme più ampio di valori prodotti dal territorio e dalle pratiche agricole, dalla qualità del suolo alla tutela degli ecosistemi, fino agli effetti sulla solidità delle filiere. Il suo contributo ha dato rilievo al fatto che questa distinzione risulti centrale per leggere con maggiore precisione il rapporto tra sostenibilità e finanza, aprendo una prospettiva più estesa sulla capacità degli asset ambientali di generare valore reale e durevole per imprese e territori.

Una tavola rotonda ricca di proposte

Di particolare rilievo la tavola rotonda finale che ha fatto emergere proposte e iniziative di grande interesse, destinate a trovare ulteriore sviluppo nei prossimi appuntamenti. Proprio nel corso di questo confronto, Sponziello ha avanzato una riflessione accolta con interesse dai presenti, proponendo di immaginare il possibile inserimento del carbon market all’interno della borsa merci. L’osservazione si fonda sull’idea che un mercato destinato a incidere sempre di più sulle strategie industriali e finanziarie delle imprese abbia bisogno di luoghi riconoscibili, regole condivise e meccanismi più trasparenti di formazione del valore. In questa prospettiva, il riferimento alla borsa merci assumerebbe significato come cornice istituzionale capace di offrire maggiore ordine a un settore che oggi appare ancora frammentato, favorendo tracciabilità, affidabilità degli scambi, maggiore leggibilità dei prezzi e più solide garanzie per operatori e investitori. La proposta è stata letta come uno stimolo a ragionare su strumenti che possano accompagnare la maturazione del mercato, rafforzandone credibilità e funzionalità senza appiattire la complessità specifica dei crediti di carbonio.

L’incontro ha così offerto un’occasione concreta per mettere in dialogo saperi diversi e competenze complementari, con un approccio capace di unire rigore scientifico, lettura istituzionale e attenzione alle esigenze reali delle imprese. Proprio questa qualità del confronto ha reso l’evento un momento di valore per chi guarda al Green Deal europeo, ai mercati del carbonio e agli ESG come assi centrali del cambiamento economico in corso.

Un percorso che prosegue

L’evento di Siena lascia in eredità idee, connessioni e una base solida da cui partire per sviluppare nuovi momenti di confronto su carbon market, crescita sostenibile e trasformazione strategica delle imprese.

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