La Regione Campania ha approvato il bando SRE01 dedicato all’insediamento dei giovani agricoltori, superando la precedente fase di preinformativa. La misura dispone di 30 milioni di euro e rientra nel Complemento di Sviluppo Rurale Campania 2023-2027. Le domande possono essere presentate dal 6 luglio fino alle ore 14 del 15 settembre 2026 attraverso il portale SIAN.
Il bando punta ad agevolare l’avvio di nuove imprese agricole guidate da persone giovani, chiamate ad assumere una responsabilità reale nella gestione aziendale. L’intervento riguarda tutto il territorio campano e sostiene progetti legati alla produzione agricola, alla crescita dell’impresa, all’uso delle tecnologie digitali e alla gestione ambientale delle attività rurali.
Il primo insediamento resta uno dei passaggi più difficili per chi entra in agricoltura. Servono terreni, capitale iniziale, attrezzature, competenze tecniche e una prospettiva commerciale credibile. Il premio regionale offre una base economica utile per affrontare questa fase, purché il progetto aziendale sia costruito su dati realistici e su una conoscenza concreta della filiera scelta.
Chi può partecipare al bando SRE01 Campania
Possono presentare domanda gli agricoltori con un’età compresa tra 18 e 40 anni alla data di rilascio della richiesta. Il candidato deve insediarsi per la prima volta come capo di un’azienda agricola oppure avere completato il primo insediamento nei 24 mesi precedenti. La partecipazione è ammessa sia attraverso un’impresa individuale sia attraverso una società agricola nella quale il giovane ricopra il ruolo di rappresentante legale e possieda un controllo effettivo sulle decisioni, sugli utili e sui rischi finanziari.
Il concetto di capo azienda assume un peso sostanziale. Una carica formale inserita nella visura camerale risulta insufficiente quando i poteri di gestione restano nelle mani di altri soci. Il giovane deve poter decidere sull’organizzazione delle colture, sugli investimenti, sui rapporti commerciali e sull’impiego delle risorse finanziarie.
Il richiedente deve inoltre possedere una preparazione coerente con l’attività agricola. Sono considerati adeguati i titoli universitari in ambito agricolo, forestale, alimentare, ambientale, veterinario o nelle scienze naturali, insieme ai diplomi agrari. Trovano spazio anche percorsi scolastici differenti, accompagnati da almeno 150 ore di formazione nel settore agroalimentare oppure da tre anni di esperienza lavorativa agricola documentata. Il corso può essere completato durante l’attuazione del piano aziendale nei casi previsti dal bando.
Premio da 45 mila o 50 mila euro
Il contributo assume la forma di un premio forfettario per il primo insediamento. L’importo raggiunge 45 mila euro per le aziende localizzate nelle macroaree A e B e 50 mila euro per quelle situate nelle macroaree C e D. La localizzazione viene determinata considerando la macroarea in cui ricade oltre la metà della superficie agricola utilizzata presente nel fascicolo aziendale.
Il pagamento avviene in due rate. La prima corrisponde al 60 per cento del premio concesso, mentre il restante 40 per cento viene erogato a saldo, dopo la verifica dell’attuazione del piano aziendale. Questa impostazione consente di ottenere una parte rilevante delle risorse durante la fase di avvio, lasciando la seconda quota legata al completamento delle attività programmate.
Il carattere forfettario rende la misura diversa dai tradizionali contributi calcolati sulle fatture. Il beneficiario deve dimostrare l’attuazione del piano e il raggiungimento delle tappe previste, mentre il premio resta distinto dalla rendicontazione analitica di ogni singolo acquisto. Questa caratteristica offre maggiore libertà nella gestione delle risorse, insieme a una responsabilità più alta nella definizione del progetto.
Produzione Standard tra 12 mila e 300 mila euro
L’azienda agricola deve possedere una dimensione economica compresa tra 12 mila e 300 mila euro di Produzione Standard. Il dato viene calcolato attraverso l’applicativo SIARC utilizzando le superfici coltivate, le produzioni e le consistenze zootecniche registrate nel fascicolo aziendale validato.
La Produzione Standard esprime il valore potenziale annuo delle attività agricole aziendali. Una superficie coltivata a nocciole, un allevamento bovino, una serra orticola e un vigneto generano valori differenti. Per questo motivo il numero di ettari offre da solo un’indicazione parziale. Contano il tipo di coltura, la localizzazione, la consistenza degli allevamenti e la combinazione produttiva scelta.
Il calcolo merita attenzione già durante la preparazione della domanda. Un fascicolo aziendale incompleto, superfici registrate in modo impreciso o contratti di conduzione privi della corretta validazione possono alterare il valore finale. Il bando prevede inoltre una durata minima di otto anni per i contratti di affitto agricolo, calcolata a partire dalla data di apertura dell’avviso.
La fascia compresa tra 40 mila e 100 mila euro di Produzione Standard riceve il punteggio più alto previsto per la dimensione economica. Le aziende tra 20 mila e 40 mila euro ottengono 40 punti, mentre quelle sotto i 20 mila euro ne ricevono 15. Le realtà con una Produzione Standard superiore a 250 mila euro restano ammissibili entro il limite massimo previsto, ma ottengono zero punti su questo criterio.
Come viene formata la graduatoria
La selezione assegna fino a 100 punti sulla base del titolo di studio, dell’ubicazione dell’azienda, del genere del capo azienda e della Produzione Standard. Per entrare in graduatoria occorre raggiungere almeno 25 punti. In caso di parità viene favorito il richiedente con l’età anagrafica più bassa.
Il titolo di studio può valere fino a 20 punti. Una laurea magistrale o appartenente al vecchio ordinamento riceve il punteggio massimo, una laurea triennale ne ottiene 18, un diploma agrario 15 e un diploma di altro indirizzo 10. L’ubicazione aziendale pesa fino a 23 punti, con una preferenza più marcata per le aree rurali D e C. Le aziende guidate da una donna ricevono altri due punti.
La griglia mostra una scelta precisa della Regione. Le risorse vengono orientate verso imprese di dimensione intermedia, aree rurali interne e profili dotati di formazione. Un’idea agricola valida deve quindi essere tradotta in una struttura aziendale coerente con i parametri del bando, evitando decisioni costruite unicamente per inseguire il punteggio.
Domanda su SIAN e piano aziendale su SIARC
La domanda di sostegno deve essere rilasciata telematicamente attraverso il portale SIAN. Il candidato può procedere tramite un Centro di Assistenza Agricola, attraverso un professionista delegato e accreditato ai servizi regionali oppure come utente qualificato. La relazione tecnica e il piano aziendale devono essere elaborati tramite SIARC e firmati digitalmente dal tecnico incaricato e dal richiedente.
Il piano aziendale deve descrivere la situazione di partenza, l’idea imprenditoriale, le produzioni previste, i mercati di riferimento, le tappe operative e i risultati attesi. Devono emergere anche gli interventi rivolti alla gestione ambientale, alla solidità economica, all’impiego delle tecnologie digitali e al miglioramento delle capacità produttive e commerciali.
Una proposta credibile parte dai numeri. Prezzi di vendita, rese, costi energetici, disponibilità idrica, manodopera e canali commerciali richiedono stime prudenti. Un frutteto entra a regime dopo diversi anni, un allevamento comporta costi continuativi, una coltura orticola intensiva richiede organizzazione logistica e accesso rapido al mercato. Il piano dovrebbe affrontare questi aspetti con dati aziendali verificabili, evitando proiezioni costruite per rendere la domanda più attraente.
I tempi per realizzare il progetto agricolo
Dopo la concessione del premio, il beneficiario deve avviare il piano aziendale entro sei mesi e completarlo entro i successivi diciotto mesi. L’impresa deve inoltre mantenere la posizione previdenziale INPS, la partita IVA e l’iscrizione alla Camera di Commercio per almeno cinque anni dalla data di saldo.
Questi obblighi chiariscono la natura della misura. Il contributo sostiene imprese destinate a operare nel tempo, con una presenza effettiva del giovane nella gestione quotidiana. La verifica finale riguarda l’attuazione delle attività dichiarate, la permanenza dei requisiti e la coerenza tra il progetto presentato e l’azienda realmente avviata.
La preparazione della candidatura richiede quindi un lavoro preliminare accurato. Fascicolo aziendale, disponibilità dei terreni, iscrizioni amministrative, Produzione Standard e piano di sviluppo devono raccontare la stessa impresa. Una difformità tra questi elementi può rallentare l’istruttoria oppure compromettere l’ammissibilità.
Una misura per rinnovare l’agricoltura campana
Il bando Giovani Agricoltori Campania 2026 mette a disposizione risorse consistenti per affrontare il ricambio generazionale nelle campagne. Il premio può aiutare a finanziare i primi mesi di attività, l’organizzazione produttiva, la presenza sui mercati e l’introduzione di strumenti digitali per la gestione delle colture e degli allevamenti.
La qualità del risultato dipenderà dai progetti finanziati. Una nuova impresa agricola genera valore quando trova una collocazione precisa nella filiera, cura il suolo, gestisce l’acqua con attenzione e costruisce rapporti commerciali capaci di sostenere i costi. Il contributo offre una partenza. La durata dell’azienda verrà decisa dalla capacità imprenditoriale, dalla lettura del territorio e dalla solidità delle scelte produttive.

