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L’Europa che vorrei 2026. Proroga al 30 settembre per il concorso rivolto ai giovani del Veneto

La scadenza del concorso creativo “L’Europa che vorrei – Voci dalla prossima generazione” è stata prorogata al 30 settembre 2026. I giovani tra i 18 e i 29 anni avranno quindi più tempo per elaborare un video, un podcast o un vodcast capace di raccontare la loro idea di Europa e il futuro che immaginano per i territori.

L’iniziativa è rivolta a ragazze e ragazzi residenti oppure attivi in Veneto. Possono candidarsi anche coloro che raggiungeranno la maggiore età entro il 2026. La partecipazione può avvenire singolarmente oppure attraverso gruppi composti da due a cinque persone.

Il concorso punta a portare le politiche europee fuori dal linguaggio tecnico, affidando ai giovani il compito di trasformarle in esperienze, immagini, voci e storie vicine alla vita quotidiana. Una scelta utile, perché i finanziamenti europei incidono su scuole, formazione professionale, trasporti, ambiente, ricerca, imprese e inclusione sociale, anche quando questa presenza resta poco visibile.

Raccontare la Politica di Coesione attraverso storie concrete

La Politica di Coesione dell’Unione europea sostiene interventi diretti a ridurre le differenze economiche e sociali tra le regioni. Le risorse europee finanziano progetti che riguardano la mobilità, la formazione, la rigenerazione urbana, la competitività delle imprese, la transizione ambientale e lo sviluppo delle competenze.

Il concorso invita i partecipanti a osservare questi interventi partendo dai luoghi che frequentano. Un laboratorio universitario finanziato con fondi europei, una linea ferroviaria migliorata, un percorso formativo, un progetto di recupero ambientale oppure un’impresa nata grazie alla ricerca possono diventare il punto di partenza per un racconto audiovisivo.

L’obiettivo consiste nel rendere comprensibili politiche spesso percepite come lontane. I giovani diventano così autori e interpreti del cambiamento, con la libertà di raccontare quanto già avviene nei territori e di proporre idee per gli anni futuri.

Il messaggio richiamato da Ursula von der Leyen durante il 9° Forum sulla Coesione collega la coesione territoriale, sociale ed economica alla promessa di uguaglianza tra i cittadini europei. Il concorso trasferisce questo principio su un piano concreto, chiedendo alle nuove generazioni quale forma dovrebbe assumere tale promessa nelle città, nelle aree interne, nei luoghi di studio e negli spazi di lavoro.

Due temi per immaginare l’Europa del futuro

Il primo ambito del concorso, dedicato alle voci della prossima generazione, propone un racconto delle politiche di coesione in Veneto attraverso le esperienze e le aspettative dei giovani. I progetti potranno partire da situazioni vissute direttamente, cambiamenti osservati nel proprio Comune oppure bisogni ancora privi di una risposta adeguata.

Il secondo ambito riguarda innovazione e futuro. In questo caso l’attenzione si concentra sul ruolo della ricerca, delle tecnologie e della creatività nella trasformazione dei territori. Intelligenza artificiale, energie rinnovabili, economia circolare, mobilità pulita, nuovi modelli produttivi e servizi digitali possono diventare temi narrativi, purché vengano collegati a persone, luoghi e problemi reali.

Questo secondo percorso apre uno spazio utile per raccontare come la tecnologia possa migliorare la qualità della vita, creare occasioni professionali e rendere più accessibili i servizi. Un progetto convincente potrebbe mostrare, per esempio, come una soluzione digitale aiuti una comunità montana, come un’impresa recuperi materiali destinati allo scarto oppure come un gruppo di ricerca trasformi un’idea in un servizio disponibile sul territorio.

Video, podcast e vodcast per parlare ai propri coetanei

I partecipanti possono presentare un video della durata compresa tra tre e quattro minuti, realizzato in formato orizzontale 16:9. Il linguaggio può spaziare dal documentario al reportage, passando per l’intervista, il racconto personale e lo storytelling. Al video deve essere affiancato un teaser verticale destinato ai social media, con una durata massima di sessanta secondi.

La seconda modalità prevede la realizzazione di un podcast oppure di un vodcast della durata massima di dieci minuti. Il contenuto dovrà coinvolgere almeno tre voci e potrà assumere la forma di una conversazione, di un confronto oppure di un racconto corale. Sono richieste anche tre clip verticali per i social media, con una durata compresa tra sessanta e novanta secondi.

Ogni candidatura dovrà comprendere un testo di accompagnamento entro duemila caratteri, insieme al girato e ai materiali di backstage. La documentazione permette alla commissione di comprendere il percorso seguito, le scelte narrative e il lavoro svolto durante la produzione.

La candidatura avviene attraverso il form online indicato nella pagina ufficiale del concorso. Prima dell’invio è utile leggere con attenzione il regolamento, controllare i formati richiesti e verificare la presenza di tutti i materiali.

Un viaggio a Bruxelles tra i premi previsti

Tra i riconoscimenti destinati ai vincitori figura un viaggio a Bruxelles con visita alle istituzioni europee. Il premio offre la possibilità di conoscere da vicino i luoghi nei quali vengono discusse e definite molte delle politiche che incidono sullo sviluppo regionale.

I progetti selezionati riceveranno inoltre visibilità attraverso i canali istituzionali della Regione del Veneto e durante iniziative dedicate alla comunicazione delle Politiche di Coesione. Questa valorizzazione può trasformare il concorso in una prima esperienza concreta per giovani interessati al videomaking, alla comunicazione, al giornalismo, alla produzione di podcast e alle professioni creative.

La partecipazione può offrire anche l’occasione per acquisire competenze spendibili. Scrivere una sceneggiatura, organizzare le riprese, coordinare un gruppo, registrare un’intervista e adattare un contenuto ai social media sono attività vicine a quelle richieste in numerosi percorsi professionali.

Dalle idee giovanili ai progetti per i territori

Il valore dell’iniziativa dipende dalla capacità dei partecipanti di evitare racconti astratti. Un buon progetto parte da una domanda precisa, individua un luogo, ascolta alcune persone e costruisce una storia capace di mostrare perché una politica europea riguarda la vita di tutti i giorni.

La proroga al 30 settembre 2026 concede alcune settimane aggiuntive per raccogliere testimonianze, sviluppare il soggetto, effettuare le riprese e curare il montaggio. Il tempo disponibile può essere usato anche per migliorare la qualità dell’audio, preparare le clip social e rendere più chiaro il legame tra la storia proposta e gli obiettivi della Politica di Coesione.

Per associazioni, enti, imprese e gruppi che lavorano sui temi dell’innovazione, dell’economia circolare, degli ESG e delle tecnologie abilitanti, iniziative di questo tipo rappresentano uno spazio concreto per avvicinare i giovani ai processi di trasformazione territoriale. ESG Italia Società Benefit, attraverso i propri servizi di consulenza, affianca organizzazioni pubbliche e private nello sviluppo di progetti legati all’innovazione tecnologica, alla transizione ambientale, ai criteri ESG e all’economia circolare.

Chi desidera trasformare idee, bisogni territoriali e obiettivi ambientali in progetti strutturati può contattare ESG Italia Società Benefit attraverso il sito www.esgitalia.it e approfondire i servizi dedicati a imprese, enti pubblici e organizzazioni.

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