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NUCLEARE: IL GOVERNO PUNTA SU TECNOLOGIE ANCORA INESISTENTI

Nella prossima puntata di EcoAgenda, in onda sabato 30 maggio alle ore 21:30 su TeleAmbiente, l’ospite sarà Giuseppe Onufrio, Direttore di Greenpeace Italia.  

Il Dr. Giuseppe Onufrio critica il piano del governo nel voler intraprendere un percorso sul nucleare basato su, come afferma lui stesso, una falsa tecnologia e dei falsi miti. 

(ROMA, 29 maggio 2026) Il parlamento presenterà al governo, prima dell’estate, il disegno di legge “nucleare sostenibile”. In questa legge delega c’è la presentazione di microreattori in grado di alimentare intere fabbriche e far ritornare la produzione del nucleare in Italia. 

“Oggi nel mondo la situazione del nucleare è estremamente critica, soprattutto nei Paesi Occidentali. – afferma il Direttore di Greenpeace Italia nella nuova puntata di EcoAgenda – Basti pensare che l’ultima generazione di reattori, i III+, è anch’essa in crisi, sia per quanto riguarda la tecnologia francese, gli EPR, sia per quella nippo-americana, gli AP1000. Entrambe le aziende, Areva (francese) e Toshiba/Westinghouse (nippo-americana), sono ormai fallite per i costi extra delle costruzioni”. 

“La situazione del nucleare è questa: una tecnologia totalmente fuori mercato. Per ridurre il rischio si è pensato a dei piccoli reattori modulari, una scelta che vuole intraprendere anche il governo italiano. Un’idea di cui si parlava già circa trent’anni fa, ovvero produrre i pezzi in fabbrica e montarli su siti. Alla fine, però, l’idea non è mai stata realizzata in nessun Paese Occidentale, nemmeno a livello di prototipo”. – procede a spiegare il Dr. Onufrio

“Insomma, il piano del governo è basato su una tecnologia fantomatica. Uno dei primi falsi ideologici è che con il nucleare, rispetto a uno scenario solo rinnovabili, si risparmierebbe. Questo non è vero, perché i costi dell’elettricità da nucleare, ovvero degli impianti, sono dalle tre alle cinque volte maggiori rispetto alle rinnovabili e realizzando reattori più piccoli aumenterebbero ulteriormente i costi– continua il Direttore di Greenpeace Italia – Nessuna delle tecnologie di cui si parla è intrinsecamente sicura. Una ricerca di Harvard, sulle centrali americane, mostra anche l’aumento dei tumori nei pressi delle centrali”. 

“In più un altro grande falso mito è che il nucleare sia sostenibile. Possiamo anche accettare la definizione della tassonomia europea, che fa rientrare il nucleare nelle fonti finanziabili – come fonti tra virgolette verdi -, se sono già operativi uno o più depositi per le scorie a bassa e media attività e se è già esistente il piano di dettaglio da realizzare, entro il 2050, di un deposito per le scorie ad alta attività. Nessuna di queste due cose esiste in Italia, quindi la falsità del nuovo decreto del governo parte proprio dal titolo”. – ha concluso Giuseppe Onufrio, Direttore di Greenpeace Italia e ospite della nuova puntata di EcoAgenda. 

A seguire, nella trasmissione, interviene il direttore responsabile di TeleAmbiente, Stefano Zago“Le grandi società, come le Big Tech, accolgono questa idea, in modo tale da poter alimentare autonomamente le proprie fabbriche, senza dover affrontare quei problemi che le rinnovabili, ad oggi, possono ancora avere. Le differenze però sono che, per quanto riguarda questa nuova tecnologia, ci sono difficoltà nella commercializzazione del prodotto e delle certificazioni che non si sono ancora ottenute. Stiamo investendo su dei prodotti che, attualmente, non esistono”. 

“Le rinnovabili, o altre forme di energia sostenibile, hanno dei rimedi e sono già realizzabili. Si deve tener conto anche dell’avvento della fusione nucleare, una tecnologia sicura e potenzialmente inesauribile; quindi, non vi sono garanzie nell’investire così tante risorse su una tecnologia non ancora esistente. Noi di TeleAmbiente chiediamo al governo di puntare sulle rinnovabili, così come hanno fatto molti altri Paesi, come la Spagna, che cresce sempre di più. Questi Paesi dispongono di tecnologie sicure e indipendentiBasti pensare che recenti studi hanno dimostrato come i pannelli solari, che si pensava degradassero circa l’1% della potenza l’anno, in realtà degradano intorno allo 0,50%, o addirittura meno”. 

“Sembrerebbe che da parte del governo, come su altre situazioni, si aprano capitoli senza certezza, solo per impiegare fondi pubblici, anche se ci sono delle aree certe su cui poter investire. I nostri soldi dovrebbero essere più controllati e monitorati”. 

“EcoAgenda – L’informazione ambientale della settimana” è in onda tutti i sabati, alle ore 21:30, su TeleAmbiente. Canale 18, in Lazio e Umbria, canale 221 delle Smart Tv in tutta Italia, e in streaming su www.teleambiente.tv.

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