Cari associati dell’Associazione Next EU, care lettrici e cari lettori del magazine,
la Pasqua giunge anche quest’anno dentro un tempo ferito, attraversato da conflitti, inquietudini profonde e grandi attese. Giunge mentre il mondo invoca la pace e continua a misurarsi con ferite aperte, distanze crescenti, fragilità che toccano popoli, famiglie, comunità e istituzioni. Per questa ragione il tempo pasquale assume oggi un significato ancora più intenso. Appare come una Pasqua di pace senza pace, una soglia spirituale e civile che interpella la coscienza collettiva e chiama ciascuno a una responsabilità più alta.
Da presidente dell’associazione Next EU desidero condividere con tutti voi una riflessione che unisca speranza, realismo e visione. La Pasqua porta infatti con sé un messaggio che supera il limite della sola celebrazione religiosa e si offre come criterio per leggere il presente e orientare il futuro. Dentro la luce pasquale vive l’idea di una rinascita possibile, di un cambiamento autentico, di una rigenerazione che riguarda la persona, la società, l’economia, la cultura e il rapporto tra i popoli.
Papa Leone ha espresso con grande efficacia il cuore di questo passaggio storico, ricordando che “questa è la pace del Cristo risorto, una pace disarmata e una pace disarmante”. In queste parole si raccoglie una visione profonda della pace, lontana da ogni apparenza formale e vicina invece alla forza mite della fraternità, del dialogo, della dignità umana e della giustizia. Una pace vera chiede relazioni vive, chiede ascolto, chiede il coraggio di costruire ponti proprio mentre troppe voci alimentano separazioni, paure e contrapposizioni.
Dentro questa prospettiva trova spazio anche una grande questione del nostro tempo, quella di una nuova economia. La pace, infatti, prende forma anche attraverso modelli di sviluppo capaci di generare equilibrio, inclusione, lavoro degno e futuro condiviso. Emerge con forza il bisogno di una visione economica nuova, più vicina all’economia civile richiamata da Papa Francesco, una visione nella quale il valore, che genera nuovo valore, si misura anche nella qualità delle relazioni, nella capacità di creare bene comune, nella tutela delle persone più fragili e nella custodia della casa comune. Una economia autenticamente umana guarda alla crescita come occasione di armonia tra comunità, territori, ambiente, innovazione e giustizia sociale.
Per Next EU questa direzione rappresenta una scelta culturale e progettuale decisiva. Innovazione e sostenibilità acquistano infatti il loro significato più alto quando diventano strumenti di pace, di coesione e di rigenerazione. Serve un’innovazione sostenibile che accompagni la diffusione delle risorse rinnovabili, che promuova la rigenerazione urbana, sociale e ambientale, che rafforzi la cultura dell’economia circolare e che renda ogni trasformazione tecnologica più vicina ai bisogni reali delle persone e delle comunità. Serve una visione nella quale lo sviluppo sappia generare qualità della vita, valore diffuso, responsabilità condivisa e nuove opportunità per le giovani generazioni.
In questo cammino risulta centrale anche il rafforzamento delle relazioni tra i popoli e non la guerra! Il futuro si costruisce attraverso una cultura aperta, capace di amplificare le possibilità dello scambio, della cooperazione, della conoscenza reciproca e della corresponsabilità. Le società che crescono davvero sono quelle che scelgono il dialogo, che investono nella fiducia, che valorizzano la prossimità tra culture, competenze e territori. È dentro questa apertura che si alimenta il bene comune, ed è da qui che può nascere un beneficio reale per tutti, più esteso, più stabile, più giusto, invece di una ricchezza concentrata e fragile, utile soltanto a pochi.
Questa Pasqua ci invita allora a guardare oltre l’immediato, oltre il timore, oltre la tentazione del ripiegamento. Ci invita a credere che un’altra direzione sia possibile e che la pace possa diventare un principio concreto di organizzazione della vita pubblica, economica e sociale. Ci invita a generare comunità più coese, istituzioni più lungimiranti, imprese più responsabili, territori più capaci di rigenerarsi, relazioni internazionali più solide e solidali. La rinascita pasquale trova senso pieno proprio quando diventa una pratica collettiva di cura, di visione e di responsabilità.
A tutti voi, associati, amici, lettori e collaboratori del magazine, rivolgo dunque un augurio che desidera farsi anche impegno comune. Che questa Pasqua porti luce nelle coscienze, misura nelle parole, ampiezza negli sguardi e forza nelle scelte. Che possa generare una rinnovata energia per costruire pace, per dare forma a una economia più civile, per sostenere l’innovazione responsabile, per custodire il creato e per rafforzare i legami tra persone e popoli. È su questa strada che può crescere una società più giusta, più aperta, più generativa e più capace di futuro.
A nome di Next EU auguro a tutti una Pasqua di speranza, di rigenerazione e di pace vera.
Il Presidente dell’Associazione Next EU
Marco Sponziello

