Webinar sulle “Società benefit” dell’ODCEC di Milano

Il webinar sulle società benefit ha suscitato particolare interesse per i preziosi contributi forniti dai relatori. In primis hanno creato curiosità le testimonianze portate da due imprenditori Benefit che hanno scelto di integrare nel proprio statuto, oltre allo scopo di profitto, che resta l’obiettivo primario dell’ente profit, anche attività aventi finalità di beneficio comune sociale e/o ambientale. Scelta consapevole presa in quanto vi è oggi una naturale evoluzione di una strategia aziendale orientata alla responsabilità sociale d’impresa. L’attenzione alla sostenibilità, alla qualità dell’ambiente di lavoro e alla collaborazione con gli stakeholder e le comunità del territorio diventano elementi costitutivi, perché fissati nello statuto, e strategici per l’attività d’impresa.

Per poter perseguire un nuovo modello economico in un’ottica di sviluppo sostenibile è necessario abbandonare i vecchi modelli societari per abbracciare un nuovo modo di fare impresa così come previsto con l’introduzione delle società benefit, che non vogliono essere una nicchia ma la naturale scelta per gli imprenditori ad operare in modo sostenibile, responsabile e trasparente. Questo è l’obiettivo che, secondo il presidente di AssoBenefit, Mauro Del Barba, intervenuto durante il webinar, il mondo imprenditoriale deve perseguire per essere competitivi sul mercato; ma anche perché oltre al profitto, oggi un’impresa deve necessariamente rispondere alle istanze della società civile sia sull’ambiente sia su bisogni sociali per essere in grado di gestire i rischi cui potrebbe essere esposta.

È stato anche affrontato quella che per molti operatori del settore potrebbe essere una criticità, quella del considerare inerenti i costi per le “attività benefit”, ma che in realtà, come è emerso anche dai contributi del prof. Francesco Florian e dall’avv. cassazionista Maurizio Villani, è del tutto superabile poiché il giudizio di inerenza è ormai avvalorato dalle tante sentenze di cassazione anche recenti e dalla stessa amministrazione finanziaria nelle sue circolari e risoluzioni.

Si tratta solo di codificarlo in normativa. Sarebbe auspicabile pertanto che sia l’Amministrazione Finanziaria sia le istituzioni politiche prendano atto del “ruolo sociale” assunto dalla società benefit prevedendo nel proprio statuto di integrare lo scopo di lucro con finalità di beneficio comune per prendersi cura del bene comune, contribuendo così all’interesse generale richiamato da una nuova interpretazione del principio di sussidiarietà “circolare”.

Qui un mio contributo per un approfondimento sull’argomento.

Autore

  • Dr.ssa Commercialista e Revisore legale, Professionista Benefit e della Sostenibilità. Componente della Commissione Bilancio Integrato e Sociale e della Commissione Startup, Microimprese e Settori Innovativi, Commissione Enti Non Profit e Cooperative Sociali dell’Ordine dei Commercialisti di Milano. Curatrice e co-autrice del quaderno 83 “Le Società Benefit” dell’Ordine di Milano. Svolge attività di consulenza fiscale, aziendale, di sostenibilità e accountability per imprese ed enti del terzo settore.

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