PNRR: difficile la gestione dei fondi senza personale

Piovono finanziamenti, ma la macchina lavorativa è ingolfata

(di Ivano De Luca, Dirigente Scolastico presso l’I.C. Andrano di Lecce)

Finanziamenti Europei, fondi PNRR, fondazioni che emanano bandi, istituzioni in cerca di partnerariati, impegno da parte delle amministrazioni… tutto destinato agli edifici scolastici per la messa in sicurezza, la costruzione di nuovi spazi, la realizzazione di nuove idee, la messa in campo di nuove forme di didattica laboratoriale.

Ma cosa si cela dietro questo complesso sistema? Spesso si fa fatica a stare dietro tutte le scadenze standard delle scuole, che rappresentano l’unica pubblica amministrazione in continuo movimento, dato il gap tra anno finanziario e anno scolastico che comporta carichi di lavoro non indifferenti, specie quando si attende il mese di giugno per tirare un sospiro di sollievo.

Ma dalla chiusura delle attività didattiche al nuovo avvio si concentra tutta la macchina amministrativo-contabile dell’anno scolastico appena concluso: Assistenti Amministrativi, DSGA e Dirigente Scolastico alle prese con la burocrazia, le rendicontazioni e i consuntivi. A questo aggiungiamo tutte le possibilità che, giustamente, un Dirigente deve cogliere per migliorare l’offerta formativa della propria scuola: e così, proporre la candidatura può essere anche semplice, ma dall’approvazione in poi inizia un meccanismo pesantissimo fatto di carichi di lavoro estenuanti, dalla generazione di avvisi, alle gare pubbliche, alla ricerca dei documenti da parti degli altri enti competenti (INPS, INAIL, Agenzia delle Entrate, Tribunali, ecc.) fino all’esecuzione dei lavori, alle rendicontazioni delle attività svolte, ai time sheet.

È vero, alla fine sono delle fatiche che ripagano quando si arriva al risultato di avere un “riscontro positivo” dalle autorità di controllo, ma produrre e dettagliare ogni documento toglie tempo ed energie per le operazioni routinarie che sono tantissime, a cominciare dalle immissioni in ruolo fino alla predisposizione degli orari delle lezioni che vedono coinvolte famiglie, trasporti pubblici, docenti, ecc. E i collaboratori sempre pronti ad aprire e chiudere le attività scolastiche.

La scuola è uno dei pilastri fondanti del nostro paese, ma una domanda sorge spontanea… di tutti questi fondi, riusciremo a rendere concreta l’innovazione e l’inclusione?

Articolo originale su International Web Post

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