“COP26”. I punti chiave

Cominciata lo scorso 31 Ottobre a Glasgow, si è conclusa il 2 Novembre la due giorni di vertice fra i leader mondiali, introduttiva alla conferenza ONU sul clima: COP26.
Oltre 100 Paesi hanno firmato l’accordo per porre fine alla deforestazione entro il 2030, mentre slitta al 2070 per India e Cina l’obbiettivo “Emissioni Zero”.
Particolare attenzione ha destato il tema Deforestazione, appoggiato, contro ogni aspettativa da Brasile, Cina e Russia che si impegnano a porre fine a questa attività umana tra le più nocive e che in Brasile, in particolar modo, ha destato grandissime preoccupazioni per l’ambiente globale.

Il punto di partenza dallo scorso G20

Sebbene il Presidente del Brasile non abbia preso parte all’incontro, a causa delle proteste insorte in tutto il Mondo contro le sue politiche anti – ambientaliste, Bolsonaro ha inviato il suo Ministro dell’Ambiente Leite, per contrattare al 50% la riduzione di gas serra entro il 2030, mentre l’India (fra i paesi che sono causa del maggior inquinamento globale) ha posticipato la scadenza al 2070 assieme alla Russia, che lo ha fissato al 2060, posticipato rispetto al termine concordato dagli altri paesi nel 2050.
Se nel G20 a Roma si è ottenuto non molto di più dell’impegno da parte degli Stati partecipanti a contenere l’aumento medio della temperatura terrestre entro 1,5 gradi, si è anche posta la base per la Conferenza di Glasgow, dove il Presidente Mario Draghi, nel suo intervento, ha annunciato l’impegno del nostro Paese a chiudere i finanziamenti pubblici internazionali del carbone entro la fine del 2021, unitamente alla contribuzione per un importo di 7 miliardi di dollari alla causa della transizione ecologica dei Paesi in via di sviluppo.

Una missione che non può fallire

Come ha spiegato lo stesso Draghi: << […] parliamo di decine di migliaia di miliardi di dollari. Ma ora dobbiamo utilizzarli. Ora dobbiamo trovare modi intelligenti per spenderli, e spenderli velocemente>>, il mondo della finanza si sta difatti avvicinando ad una delle nuove frontiere della politica-economica mondiale: La Transizione Ecologica, oggetto del COP26

La Transizione Ecologica, oggetto del COP26

Osservazioni importanti, che devono farci riflettere sulle opportunità ed i rischi delle misure da mettere in piedi in questi anni, sulla rilevanza del loro impatto, sull’evoluzione di tutte le nostre attività nel Mondo.
Puntualizza infatti Guterres, Segretario delle Nazioni Unite, parlando ai Capi di Stato della Conferenza di Glasgow: <<Fallire non è un’opzione: sarebbe una sentenza di morte>>, parole forti che descrivono la catastrofica realtà in cui ci troviamo. È necessario un intervento forte e sinergico fra tutti i Paesi, aiutando le aree svantaggiate più deboli a prender parte alla Transizione, attuando così interventi su larga scala che permettano alle generazioni future di vivere secondo nuovi schemi in armonia con l’ambiente, finora devastato dalle attività umane ed industriali.

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Autore

  • Studioso e lavoratore della filiera agroalimentare e del turismo. Fermamente convinto nella qualità dei prodotti salentini, e nel valore che essi creano per il Paese intero. Studioso del fermento culturale ed economico del Mezzogiorno

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