Salento, Xylella e diversificazione agricola

Interessante il confronto sul futuro del territorio Salentino post-Xylella avvenuto venerdì scorso a Carpignano Salentino con i relatori, i cittadini e le imprese che hanno partecipato all’evento “Coltivare esperienza: l’attività della Società Cooperativa San Giorgio al servizio del territorio”. L’incontro, organizzato da APS FORMARE (Ente di formazione con sedi a Galatina, Putignano e Foggia) in collaborazione con il Comune di Carpignano, è inserito nell’ambito dell’Avviso Pubblico “Punti Cardinali”, progetto sperimentale dell’Agenda per il Lavoro della Regione Puglia nato per diffondere la cultura dell’orientamento, promuovere la sostenibilità dell’occupazione e migliorare la qualità dei servizi per il lavoro per lavoratori e studenti di ogni ordine e grado.

La parola d’ordine è stata “diversificare” la produzione agricola salentina non puntando esclusivamente sul pregiatissimo ma ormai sempre più raro olio d’oliva ma puntando su altre produzioni quali per esempio il mandorlo, il fico, o la produzione casearia. Tutti i relatori e le esperienze delle aziende sono stati concordi su questo.

In sintesi la discussione si è focalizzata sulla potenziale diversificazione della produzione agricola salentina, e a quali vantaggi ne derivano e ha portato alle seguenti conclusioni: i benefici nel medio termine sono tanti tra cui, per esempio, la riduzione del rischio economico, in quanto si diminuisce la dipendenza da una singola coltura o attività agricola come è stato nel caso della Xylella e dell’olio di oliva con tutte le conseguenze in termini di perdita di Pil locale.

Altro fattore importante è la salvaguardia della sostenibilità ambientale, in quanto la diversificazione può contribuire a preservare la fertilità del suolo e a ridurre la pressione sull’ambiente. Coltivare una varietà di colture inoltre può migliorare la biodiversità, ridurre la necessità di pesticidi e fertilizzanti chimici e promuovere pratiche agricole sostenibili. La diversificazione agricola porta alla creazione di nuovi posti di lavoro anche nei settori correlati, come la trasformazione alimentare, il turismo agricolo e la produzione di prodotti artigianali.

E ancora non meno importante la diversificazione agricola migliora la sicurezza alimentare. In caso di fallimento o malattia di una coltura specifica, la presenza di altre colture può aiutare a garantire un approvvigionamento alimentare più stabile. E infine diversificando si ottiene il vantaggio di ridurre la dipendenza da mercati globali contribuendo allo sviluppo delle filiere locali, favorendo la collaborazione tra produttori, trasformatori e distributori nella stessa area geografica. Ciò può evidentemente contribuire a una maggiore coesione sociale ed economica.

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