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Strategie della sostenibilità nella moda e nell’arredo. Convegno a Bari

La strategia della sostenibilità entra in una fase matura e sistemica. Dal ciclo dei materiali alla struttura societaria, le imprese dei settori moda e arredo sono chiamate a ripensare modelli produttivi, assetti organizzativi e posizionamento competitivo alla luce delle più recenti norme europee. Il quadro regolatorio comunitario accelera la transizione verso un’economia circolare, tracciabile e orientata all’impatto, integrando criteri ambientali, sociali e di governance nella pianificazione industriale. In questo scenario, la sostenibilità assume una funzione strategica, capace di incidere su investimenti, accesso al credito, reputazione e relazioni di filiera.

L’incontro in programma il 27 febbraio 2026 alle ore 18 presso CNA Puglia a Bari si inserisce in questo contesto di profonda trasformazione. I saluti istituzionali sono affidati a Eugenio di Sciascio, Assessore allo Sviluppo economico della Regione Puglia, mentre l’introduzione è curata da Daniele Del Genio, Presidente CNA Puglia. L’iniziativa propone un confronto qualificato su Digital Product Passport, società benefit ed ESG, con l’obiettivo di offrire strumenti interpretativi e operativi alle imprese che intendono rafforzare la propria competitività in coerenza con le direttive europee.

Digital Product Passport e tracciabilità nel tessile sostenibile

Il Digital Product Passport rappresenta uno degli assi portanti della Strategia Europea per il Tessile Sostenibile e Circolare. La sua introduzione punta a garantire trasparenza lungo l’intero ciclo di vita del prodotto, dalla scelta delle materie prime alla fase di riuso o riciclo. Attraverso sistemi digitali interoperabili, ogni bene potrà essere accompagnato da informazioni certificate su composizione, impatto ambientale, processi produttivi e modalità di smaltimento.

Per le imprese della moda e dell’arredo, il DPP implica un salto di qualità nella gestione dei dati, nella relazione con fornitori e partner logistici, nella comunicazione verso consumatori e stakeholder istituzionali. In questo ambito si colloca l’intervento di Giulia Caldon di Ez Lab, che approfondisce le implicazioni tecniche del passaporto digitale, insieme al contributo di Anna Matteo, Digital Transformation and Information Technology Director di OVS Spa, che presenta un progetto orientato al futuro della moda e all’integrazione tra innovazione tecnologica e sostenibilità industriale. La tracciabilità diventa così leva di posizionamento strategico e fattore competitivo per l’intera filiera.

Società benefit e modelli di governance orientati all’impatto

Parallelamente all’evoluzione normativa sui prodotti, cresce l’attenzione verso la struttura societaria e la definizione degli obiettivi d’impresa. Le società benefit si affermano come modello capace di integrare finalità di profitto e impatto positivo su ambiente e comunità. Questo assetto giuridico formalizza l’impegno verso obiettivi di beneficio comune, inserendoli nello statuto e nei processi decisionali.

Il contributo di Arcangelo Marrone dell’Università LUM offre una lettura storica e giuridica del fenomeno, evidenziando come la tensione verso finalità collettive affondi le radici in una tradizione culturale consolidata, oggi reinterpretata alla luce delle sfide globali. La trasformazione in società benefit richiede coerenza tra governance, strategia e misurazione delle performance, con ricadute dirette su accountability e attrattività per investitori attenti ai criteri ESG.

ESG e competitività territoriale

I criteri ESG si configurano come parametro centrale per valutare solidità e prospettive di sviluppo delle imprese. L’integrazione di metriche ambientali, sociali e di governance nei processi decisionali consente una gestione più consapevole dei rischi e delle opportunità legate alla transizione ecologica e digitale. Le imprese che adottano strategie ESG strutturate rafforzano la propria resilienza, migliorano il dialogo con il sistema finanziario e consolidano il legame con il territorio.

L’intervento di Marco Sponziello dell’Università del Salento affronta il tema nella sua dimensione strategica, mettendo in relazione performance aziendale e sviluppo locale. La sostenibilità si configura come fattore abilitante per ecosistemi produttivi innovativi, capaci di attrarre competenze, investimenti e progettualità europee.

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