di Oliviero Casale, membro dell’Osservatorio degli ESG dei territori Next EU e consigliere Fondazione Communia
Le Comunità Energetiche Rinnovabili stanno entrando in una fase diversa della loro evoluzione. Dopo anni nei quali l’attenzione si è concentrata soprattutto sulle modalità per costituire le CER, sulla disciplina degli incentivi e sulla realizzazione degli impianti, emerge sempre più chiaramente un’altra esigenza: fare in modo che le comunità già costituite possano essere conosciute, raggiunte e ampliate attraverso l’ingresso di nuovi cittadini, imprese ed enti.
È in questa prospettiva che assume particolare rilievo la Vetrina delle Comunità Energetiche Rinnovabili, resa disponibile dal Gestore dei Servizi Energetici il 7 settembre 2026.
Il nuovo servizio nasce per facilitare l’incontro tra le CER già qualificate e i soggetti interessati a partecipare ai modelli di autoconsumo condiviso. Inserendo il proprio codice POD, l’utente può individuare l’Area Convenzionale di appartenenza, verificare quali Comunità Energetiche siano presenti e, quando il relativo referente abbia reso disponibili i propri recapiti, entrare direttamente in contatto con la CER per conoscere caratteristiche e modalità di adesione.
Si tratta di una novità apparentemente semplice, ma che interviene su uno dei problemi concreti che hanno accompagnato lo sviluppo delle comunità energetiche: la difficoltà di far incontrare una domanda potenziale di partecipazione, spesso diffusa ma frammentata, con comunità già esistenti e disponibili ad accogliere nuovi membri.
Dalla costituzione delle CER alla loro crescita
I dati comunicati dal GSE mostrano quanto questo passaggio stia diventando rilevante. Al 31 agosto 2026 risultavano oltre 4.800 configurazioni di Comunità Energetiche Rinnovabili con contratti attivi o in fase di finalizzazione, per una potenza complessiva degli impianti di circa 400 MW e oltre 51.000 punti di connessione associati.
Sono numeri che testimoniano una crescita significativa, ma che fanno emergere contemporaneamente una nuova questione: una CER non esaurisce la propria funzione nel momento in cui viene costituita e accede al servizio per l’autoconsumo diffuso del GSE. La sua capacità di produrre risultati dipende anche dalla possibilità di coinvolgere nel tempo nuovi produttori, consumatori e prosumer e di costruire una configurazione energetica sempre più coerente con le caratteristiche del territorio.
Da questo punto di vista, la Vetrina può contribuire a spostare l’attenzione dalla sola costituzione di nuove comunità alla valorizzazione e al consolidamento di quelle già operative.
Non sempre, infatti, è necessario creare una nuova CER. In uno stesso territorio può essere già presente una comunità alla quale cittadini, piccole e medie imprese, enti locali o altri soggetti ammessi possono valutare di aderire. Rendere questa possibilità facilmente conoscibile significa ridurre almeno una parte delle barriere informative che hanno finora accompagnato lo sviluppo dell’autoconsumo diffuso.
Più membri, ma soprattutto una migliore condivisione dell’energia
L’allargamento di una Comunità Energetica non deve tuttavia essere interpretato come un semplice aumento numerico degli aderenti.
Il valore energetico della configurazione dipende in misura rilevante dalla capacità di far incontrare, nelle medesime ore, l’energia immessa dagli impianti con i prelievi dei consumatori. La tariffa incentivante è infatti riconosciuta dal GSE sull’energia elettrica condivisa incentivabile, determinata secondo le regole previste per l’autoconsumo diffuso.
L’ingresso di nuovi membri può quindi produrre effetti particolarmente positivi quando consente di rendere maggiormente complementari i profili di produzione e di consumo. Un’impresa che utilizza energia durante le ore diurne, un edificio pubblico, un’attività commerciale e differenti utenze domestiche possono presentare profili diversi che, se opportunamente combinati, possono aumentare nelle diverse ore la quota di energia autoconsumata dalla configurazione e, quando ricorrono i requisiti previsti, quella condivisa incentivabile.
Non è pertanto il numero dei componenti, considerato isolatamente, a determinare il risultato economico della comunità. È la qualità della configurazione energetica, insieme alla quantità di energia effettivamente autoconsumata e condivisa incentivabile, a incidere sulla possibilità di accrescere i benefici derivanti dal sistema incentivante.
La nuova Vetrina può diventare, in questo senso, non soltanto uno strumento per trovare nuovi aderenti, ma uno dei presupposti per una gestione più consapevole dello sviluppo della CER.
La Mappa delle Cabine Primarie diventa la Mappa delle Comunità Energetiche
Alla Vetrina si accompagna un’altra innovazione significativa.
La precedente Mappa delle Cabine Primarie evolve nella nuova Mappa delle Comunità Energetiche e delle configurazioni, ampliando quindi la propria funzione.
Lo strumento non serve più soltanto a rappresentare le Aree Convenzionali associate alle cabine primarie, ma integra la visualizzazione delle Comunità Energetiche e delle configurazioni presenti sul territorio, rendendo più immediato il collegamento tra dimensione geografica e possibilità di partecipazione.
Per le CER che partecipano alla Vetrina diventa inoltre possibile passare dalla rappresentazione geografica al contatto con il referente della comunità.
È un cambiamento importante anche dal punto di vista della comunicazione. La cabina primaria, elemento essenziale per comprendere la possibilità di partecipazione alle configurazioni di autoconsumo diffuso, è un concetto tecnico difficilmente percepibile dal cittadino. Collegare questa dimensione infrastrutturale alla presenza concreta delle comunità rende invece molto più immediata la comprensione delle opportunità esistenti nel proprio territorio.
Una Vetrina, non un censimento completo delle CER
È però opportuno chiarire un aspetto.
La Vetrina non deve essere interpretata come l’elenco completo di tutte le Comunità Energetiche esistenti in Italia. Il servizio rende visibili le comunità i cui referenti hanno scelto di pubblicare le informazioni necessarie attraverso la specifica funzionalità messa a disposizione nell’Area Clienti del GSE.
La presenza nella Vetrina assume quindi anche il significato di una scelta della CER di aprirsi verso l’esterno, rendendosi raggiungibile da nuovi possibili partecipanti.
Questo elemento potrebbe diventare particolarmente importante con la maturazione del sistema. Una comunità energetica, infatti, non è semplicemente un insieme statico di utenze e impianti, ma un’organizzazione chiamata a governare relazioni tra soggetti diversi, a definire regole di partecipazione e distribuzione dei benefici e a mantenere nel tempo un equilibrio tra produzione, consumo, investimenti e finalità collettive.
La capacità di comunicare, rendersi conoscibile e coinvolgere nuovi soggetti diventa quindi parte della stessa capacità gestionale della CER.
Non solo incentivi: la dimensione territoriale delle comunità energetiche
Il significato della nuova iniziativa del GSE va inoltre letto oltre la sola componente economica.
Le Comunità Energetiche Rinnovabili hanno come obiettivo principale quello di fornire benefici ambientali, economici o sociali a livello di comunità ai propri membri o soci o alle aree locali in cui operano, e non quello di ottenere profitti finanziari. Lo stesso GSE, presentando la Vetrina, richiama la possibilità di contribuire alla diffusione delle energie rinnovabili, accedere ai benefici economici derivanti dalla condivisione dell’energia e sostenere iniziative e progetti rivolti alla comunità.
Questa impostazione distingue una CER da un semplice meccanismo di aggregazione di produttori e consumatori.
Una comunità energetica può diventare un’infrastruttura territoriale attraverso la quale amministrazioni, cittadini, imprese, enti del Terzo settore e altri attori locali costruiscono forme nuove di collaborazione intorno all’energia. L’energia condivisa rappresenta il punto di partenza, mentre la destinazione e la distribuzione dei benefici possono contribuire a sostenere ulteriori obiettivi ambientali e sociali definiti dalla stessa comunità.
In questa dimensione può trovare spazio, senza sovrapporre piani o categorie differenti, anche la prospettiva dei Beni Comuni Multilivello. Le decisioni dei singoli attori si sviluppano infatti all’interno di condizioni che sono almeno in parte condivise, come reti, infrastrutture, territorio, conoscenze e regole, e possono produrre effetti che oltrepassano il perimetro del singolo aderente o della stessa comunità. Ciò non significa qualificare automaticamente una CER come Bene Comune Multilivello, ma utilizzare questa prospettiva per leggere meglio le interdipendenze tra responsabilità individuali, condizioni comuni ed effetti che possono manifestarsi a scale differenti.
Per questa ragione, anche la crescita delle CER dovrebbe essere governata e non soltanto perseguita quantitativamente. Accogliere nuovi soggetti significa valutare come il loro ingresso incida sui profili energetici, sulla capacità produttiva, sulla governance, sulla distribuzione dei benefici e sugli obiettivi che la comunità si è data.
Dalla mappa delle infrastrutture alla mappa delle relazioni
La Vetrina e la nuova Mappa possono quindi essere lette come un piccolo ma significativo cambiamento di prospettiva.
In una prima fase era necessario soprattutto capire dove fosse possibile costituire una CER. Oggi diventa altrettanto importante sapere quali comunità esistono, quali caratteristiche possiedono e come sia possibile entrare in relazione con esse.
Si passa, in altre parole, dalla sola rappresentazione dell’infrastruttura elettrica alla rappresentazione di un sistema fatto anche di organizzazioni, persone e relazioni.
La tecnologia digitale può facilitare questo incontro, ma la capacità delle Comunità Energetiche di generare valore continuerà a dipendere dalla qualità con cui saranno progettate e gestite, dalla trasparenza dei loro modelli di governance, dalla capacità di coinvolgere il territorio e dall’equilibrio tra interessi individuali e benefici collettivi. In una prospettiva evolutiva, sarà importante anche la capacità di apprendere dalle perturbazioni e dai cambiamenti economici, tecnologici, energetici o sociali, utilizzandoli, quando possibile, per migliorare competenze, relazioni e modalità di funzionamento: una capacità che richiama il concetto di antifragilità, distinto dalla sola capacità di resistere o recuperare.
La nuova Vetrina del GSE rappresenta quindi uno strumento operativo importante, ma soprattutto segnala che il sistema italiano delle CER sta entrando progressivamente in una fase più matura: non si tratta più soltanto di far nascere Comunità Energetiche Rinnovabili, ma di aiutarle a diventare comunità realmente partecipate, accessibili e capaci di crescere nel tempo.
Fonti istituzionali di riferimento
GSE, Regole operative per l’accesso al servizio per l’autoconsumo diffuso e al contributo PNRR (CACER).
GSE, Assistenza Clienti, Energia elettrica condivisa incentivabile in CER e autoconsumo; Calcolo dell’energia condivisa per gli incentivi.
ARERA, Delibera 727/2022/R/eel e Testo Integrato Autoconsumo Diffuso (TIAD), come successivamente aggiornato.
MASE, portale Cultura e Consapevolezza Ambientale, «Cos’è una CER».
GSE, comunicazione del 7 settembre 2026 sulla Vetrina delle Comunità Energetiche Rinnovabili e sulla nuova Mappa delle Comunità Energetiche e delle configurazioni.

