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505 milioni per R&S nel Mezzogiorno

Dal 7 ottobre 2026 le imprese del Mezzogiorno avranno accesso a una nuova dotazione da oltre 505 milioni di euro destinata a progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale. La misura Scoperta imprenditoriale II punta a finanziare tecnologie, nuovi prodotti, processi e servizi capaci di generare ricadute concrete nelle regioni del Sud.

La fase di precompilazione delle domande partirà il 24 settembre 2026 attraverso la piattaforma informatica del Fondo per la crescita sostenibile. Lo sportello aprirà alle ore 10 del 7 ottobre.

Le risorse riguardano Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Per molte imprese si apre quindi una finestra interessante per collegare ricerca, trasformazione tecnologica e criteri ESG, cioè Environmental, Social and Governance, le tre dimensioni ambientale, sociale e di governo societario utilizzate per valutare la qualità e gli impatti delle attività aziendali.

Ricerca industriale e tecnologie al centro

Scoperta imprenditoriale II nasce per sostenere progetti che vadano oltre la fase teorica della ricerca e arrivino allo sviluppo di soluzioni applicabili.

Le attività finanziabili riguardano ricerca industriale e sviluppo sperimentale finalizzati alla creazione o all’evoluzione di prodotti, processi e servizi. Il riferimento è soprattutto alle tecnologie abilitanti, cioè quelle tecnologie capaci di produrre effetti trasversali su numerosi settori produttivi.

Per un’impresa questo può tradursi, per esempio, nello sviluppo di sistemi digitali per ridurre consumi energetici, piattaforme per la tracciabilità delle materie prime, nuovi processi produttivi a minore intensità di risorse, tecnologie per il recupero dei materiali o soluzioni basate su dati e automazione.

È proprio in questa fase che la lettura ESG può diventare utile. Un progetto di ricerca acquisisce maggiore consistenza quando integra fin dall’inizio indicatori ambientali, impatti sociali, gestione dei dati, governance del progetto e misurazione dei risultati.

Cosa significa Scoperta imprenditoriale

La misura è collegata alla SNSI, la Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente.

La SNSI individua le aree tecnologiche e produttive sulle quali concentrare ricerca, investimenti e capacità industriale del Paese. Scoperta imprenditoriale II permette anche di esplorare nuove traiettorie tecnologiche capaci di far evolvere nel tempo queste priorità.

La scoperta imprenditoriale parte quindi dalla capacità delle imprese, degli enti di ricerca e dei territori di individuare tecnologie con un potenziale reale di mercato e di trasformazione produttiva.

Per il Mezzogiorno questo significa provare a costruire nuove competenze e filiere intorno a ricerca, digitale, energia, economia circolare e tecnologie avanzate. La componente ESG entra direttamente in questa logica perché consente di collegare l’innovazione tecnologica agli effetti ambientali e sociali prodotti sul territorio.

Agevolazioni fino al 40 per cento a fondo perduto

Il meccanismo finanziario combina finanziamento agevolato e contributo diretto alla spesa.

Il finanziamento agevolato può arrivare al 40 per cento dei costi ammessi, con un tasso ridotto dell’80 per cento rispetto al tasso di riferimento e una durata fino a otto anni.

Il contributo a fondo perduto può raggiungere il 40 per cento per le piccole imprese, il 35 per cento per le medie imprese, il 30 per cento per le grandi imprese e il 60 per cento per gli organismi di ricerca.

Per aziende e centri di ricerca diventa quindi importante costruire progetti con una struttura tecnica, finanziaria e gestionale coerente fin dalla fase iniziale.

DNSH e criteri ESG nei progetti finanziati

Le spese devono essere coerenti con il principio DNSH, acronimo di Do No Significant Harm, cioè arrecare alcun danno significativo agli obiettivi ambientali europei.

Il DNSH riguarda aspetti come clima, risorse idriche, economia circolare, prevenzione dell’inquinamento e tutela della biodiversità. La sua presenza avvicina ulteriormente la misura ai criteri ESG e alla necessità di dimostrare in modo documentato gli effetti del progetto.

Per le imprese significa prestare attenzione alla progettazione tecnica, ai consumi, ai materiali utilizzati, alle emissioni, alla gestione dei rifiuti e alla capacità di misurare gli impatti generati.

Una candidatura costruita con indicatori ESG già definiti può aiutare anche nelle fasi successive, quando sarà necessario rendicontare investimenti, risultati e performance ambientali.

Una leva per la competitività del Mezzogiorno

La dotazione da 505 milioni può diventare uno strumento utile per accelerare il trasferimento tecnologico nelle regioni meridionali e favorire collaborazioni tra imprese, università e organismi di ricerca.

Il punto decisivo sarà la qualità dei progetti presentati. Investire in ricerca significa scegliere tecnologie, definire obiettivi verificabili e costruire modelli capaci di trasformare le risorse pubbliche in capacità produttiva, competenze e valore territoriale.

La dimensione ESG può offrire una chiave concreta per valutare questa trasformazione. Ambiente, persone e governance entrano infatti sempre più spesso nella progettazione degli investimenti, nella gestione delle filiere e nella misurazione delle performance aziendali.

ESG Italia Società Benefit supporta imprese e organizzazioni nei percorsi legati a ESG, economia circolare, innovazione sostenibile e tecnologie abilitanti, aiutando a collegare investimenti e trasformazione aziendale a indicatori misurabili.

Per approfondire opportunità, progettazione ESG e percorsi di innovazione è possibile consultare www.esgitalia.it.

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