Nel quadro del Festival dello Sviluppo Sostenibile 2026 promosso da ASviS, si è svolto il seminario “Piano Strategico Italia-Africa, Carbon Market ed ESG territoriali per lo sviluppo sostenibile euromediterraneo”, un appuntamento dedicato alle nuove prospettive della cooperazione sostenibile tra Europa, Mediterraneo e Africa. L’evento ha offerto uno spazio di confronto sui mercati del carbonio, sui crediti ambientali, sugli ESG territoriali e sulle strategie capaci di rafforzare una crescita più responsabile, misurabile e orientata alla valorizzazione dei territori.

Ubaldo Villani-Lubelli e la visione euromediterranea
L’incontro è stato presieduto e introdotto da Ubaldo Villani-Lubelli, Presidente del Corso di Laurea Magistrale in Governance euromediterranea delle politiche migratorie. Nel suo intervento introduttivo ha inquadrato il seminario dentro una riflessione più ampia sul futuro delle relazioni tra Italia, Africa e area mediterranea. La sua prospettiva ha evidenziato il valore del Piano Strategico Italia-Africa come leva per costruire percorsi condivisi di sviluppo sostenibile, capaci di unire cooperazione istituzionale, responsabilità ambientale, governance e crescita territoriale.

Marco Sponziello, i crediti di carbonio e gli ESG territoriali nell’area mediterranea
Tra i relatori è intervenuto Marco Sponziello, Professore di Geografia Economico-Politica dell’Area Euromediterranea, Ambasciatore del Patto Europeo del Clima, Presidente dell’Associazione Next EU. Il suo contributo ha posto al centro il legame tra transizione ecologica, attrazione di investimenti responsabili, carbon market come leva di sviluppo sostenibile territoriale e strumenti ESG territoriali. Sponziello ha evidenziato come la sostenibilità abbia bisogno di metriche chiare, sistemi di misurazione affidabili e modelli di governance capaci di valutare gli impatti ambientali, economici e sociali generati dalle politiche pubbliche e dai progetti locali.

Massimiliano Montini e il quadro giuridico europeo
Massimiliano Montini, Professore di Diritto dell’Unione europea all’Università di Siena, titolare della Cattedra Jean Monnet “Circular Economy for the Internal Market” CE4INT e Delegato del Rettore alla cittadinanza europea, ha inquadrato il Piano Mattei dentro il più ampio quadro europeo del Global Gateway, evidenziando la centralità dell’Africa nella competizione geopolitica, nella transizione energetica e nello sviluppo locale. Ha richiamato il nuovo modello europeo fondato su stato di diritto, diritti umani, trasparenza e sostenibilità, orientato a creare connessioni e partenariati paritari con i Paesi africani. Il suo intervento ha evidenziato l’esigenza di integrare strategia europea e strategia italiana, trasformando cooperazione, sostenibilità e interesse strategico in risultati concreti per territori e comunità.
Paola Moscardino e il ruolo della comunicazione ESG
Paola Moscardino, giornalista Mediaset, ha portato nel dibattito il punto di vista della comunicazione e dell’informazione. Il suo contributo ha valorizzato il ruolo del linguaggio pubblico nella diffusione della cultura della sostenibilità, soprattutto in una fase storica in cui temi come carbon market, crediti ambientali, ESG e transizione ecologica richiedono chiarezza, qualità narrativa e capacità di coinvolgere cittadini, imprese, istituzioni e giovani generazioni.

Simone Chiriatti e l’esperienza di Olivami
Simone Chiriatti, General Manager di Olivami ha presentato il modello Olivami e Carborea come esperienza concreta di rigenerazione del Salento, nata dalla devastazione causata dalla Xylella e orientata alla rinascita degli ulivi, al sostegno degli agricoltori e alla valorizzazione del contributo climatico del territorio. Ha illustrato i risultati raggiunti in quattro anni, con oltre 350 aziende coinvolte, più di 27.000 persone, oltre 60.000 ulivi donati, 400 ettari rigenerati e 600 agricoltori aiutati. Il suo intervento ha mostrato come i crediti di carbonio possano diventare uno strumento misurabile, certificato e tracciabile di rendicontazione ESG, capace di collegare compensazione delle emissioni residue, benefici per le imprese e rinascita agricola locale.
Flavia Di Pilla e la dimensione internazionale
Flavia Di Pilla, avvocato internazionale iscritta al Foro di Siena e alla OAB DF, ha approfondito il tema dei crediti di carbonio, illustrando i principi che rendono un credito certificato, tra addizionalità, permanenza, misurabilità, unicità e co-benefits. Ha distinto il mercato obbligatorio EU ETS dal mercato volontario VCM, richiamando standard internazionali come Verra, Gold Standard, Plan Vivo, ICVCM e il ruolo dell’Articolo 6 dell’Accordo di Parigi. Il suo intervento ha posto attenzione anche alla normativa anti-greenwashing, al CBAM e alla necessità di verificare qualità, standard, registrazione, Paese di origine e affidabilità del fornitore prima dell’acquisto di un credito ambientale.
Gli studenti protagonisti del dibattito
Uno degli aspetti più rilevanti dell’evento è stato il forte interesse manifestato dagli studenti, che hanno seguito il seminario con attenzione e hanno alimentato un ampio dibattito. Le domande e le riflessioni emerse hanno confermato la crescente sensibilità delle nuove generazioni verso sostenibilità, cooperazione internazionale, giustizia climatica, carbon market, crediti ambientali e governance territoriale. Il confronto tra relatori e studenti ha dato al seminario un valore formativo significativo, rafforzando il ruolo dell’università come luogo di partecipazione, conoscenza e costruzione di competenze per le transizioni contemporanee.
Una nuova agenda per il Mediterraneo sostenibile
Dal seminario è emersa una visione chiara del Mediterraneo come spazio strategico per nuove forme di cooperazione sostenibile tra Europa e Africa. Il Piano Strategico Italia-Africa, i mercati del carbonio, i crediti ambientali e gli ESG territoriali possono contribuire a trasformare la sostenibilità in progettualità concrete, misurabili e capaci di generare valore ambientale, economico e sociale. L’evento ha confermato l’importanza di un dialogo stabile tra università, istituzioni, imprese, professionisti e studenti per costruire una governance euromediterranea più avanzata, fondata su responsabilità, innovazione e valorizzazione dei territori.

