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La nuova era dei crediti di carbonio certificati UE

Il mercato dei crediti di carbonio sta entrando in una fase più matura, più chiara e più credibile. Con il Regolamento delegato (UE) 2026/285, che integra il Regolamento (UE) 2024/3012, l’Unione europea ha definito le prime metodologie ufficiali per misurare, verificare e certificare alcune attività di assorbimento permanente del carbonio. Per imprese, investitori e operatori della sostenibilità questo passaggio segna un cambio di passo importante, perché rende il quadro regolatorio più solido e apre la strada a un mercato dei carbon removals più affidabile e più leggibile.

In questo scenario, capire che cosa dice davvero il Regolamento delegato UE 2026/285 è fondamentale. Il testo chiarisce quali attività possono essere certificate, come devono essere quantificate le rimozioni di CO?, quali requisiti servono per garantire la permanenza dello stoccaggio e perché queste regole possono rafforzare il mercato dei crediti di carbonio, generando più fiducia e più opportunità per le aziende che vogliono costruire strategie climatiche serie e convincenti.

Il Regolamento delegato UE 2026/285 che cosa fa in concreto

In termini semplici, il regolamento trasforma il quadro europeo sui carbon removals in regole operative. Se il Regolamento UE 2024/3012 ha istituito il quadro generale di certificazione per gli assorbimenti permanenti di carbonio, il carbon farming e lo stoccaggio del carbonio nei prodotti, il Regolamento delegato UE 2026/285 fa il passo successivo e definisce comedevono essere misurati, controllati e certificati alcuni assorbimenti permanenti.

La Commissione europea spiega che queste prime metodologie fissano uno standard europeo volontario ma giuridicamente strutturato, pensato per dare certezza, integrità ambientale e fiducia al mercato. Il risultato è una base molto più forte per lo sviluppo di progetti certificabili e per la crescita di un mercato dei crediti di carbonio più credibile agli occhi di aziende e investitori.

Le attività coperte dal regolamento

Il Regolamento delegato UE 2026/285 riguarda tre categorie di attività di assorbimento permanente del carbonio, selezionate dalla Commissione per il loro livello di maturità tecnologica e per il potenziale contributo agli obiettivi climatici europei.

La prima è il DACCS, cioè la cattura diretta della CO? dall’aria con successivo stoccaggio.
La seconda è il BioCCS, cioè la cattura e lo stoccaggio della CO? derivante da emissioni biogeniche.
La terza è il biochar carbon removal, cioè la rimozione del carbonio attraverso la produzione e l’impiego di biochar secondo criteri tecnici e requisiti di permanenza definiti.

Queste tre metodologie rappresentano il primo blocco operativo del sistema europeo di certificazione degli assorbimenti permanenti. La Commissione ha già chiarito che seguiranno ulteriori metodologie dedicate al carbon farming e allo stoccaggio del carbonio nei prodotti.

Come vengono quantificate le rimozioni di CO?

Uno degli aspetti più importanti del regolamento riguarda la quantificazione. Il punto centrale è stabilire che cosa può essere riconosciuto come una tonnellata di rimozione e secondo quali criteri questa rimozione può essere certificata.

La Commissione spiega che le metodologie definiscono regole chiare per il calcolo delle rimozioni, i confini del sistema, le condizioni di monitoraggio e le modalità con cui devono essere trattati rischi, perdite e responsabilità. In sostanza, il regolamento mira a evitare valutazioni generiche o autoreferenziali e a sostituirle con criteri omogenei, verificabili e comparabili.

Questo passaggio è decisivo perché rende il mercato più robusto. Quando la misurazione è definita in modo rigoroso, anche la certificazione e il valore economico dei crediti diventano più solidi.

Permanenza dello stoccaggio, monitoraggio e gestione dei rischi

Il regolamento entra anche nel cuore tecnico della qualità ambientale. Le metodologie adottate fissano criteri per garantire la permanenza dello stoccaggio del carbonio e per affrontare i principali rischi collegati ai progetti di rimozione.

La Commissione sottolinea che le nuove regole chiariscono come deve essere garantita la permanenza, come devono essere affrontati i rischi di leakage e di eventuali perdite e come devono essere gestite le responsabilità. In altre parole, il regolamento vuole assicurare che la CO? dichiarata come rimossa sia davvero stoccata secondo criteri affidabili e controllabili nel tempo.

Accanto a questo, il monitoraggio assume un ruolo centrale. La pagina ufficiale della Commissione dedicata ai carbon removals chiarisce che il sistema europeo di certificazione punta proprio a costruire fiducia attraverso criteri di qualità comuni, processi di monitoraggio e reporting, oltre a controlli coerenti con gli atti delegati e di esecuzione collegati al quadro CRCF.

Verifica e certificazione

Il Regolamento delegato UE 2026/285 funziona dentro il sistema più ampio del CRCF europeo. Questo significa che le metodologie diventano il riferimento tecnico rispetto al quale gli schemi di certificazione riconosciuti dalla Commissione devono verificare la conformità dei progetti.

La Commissione ha chiarito che, una volta entrati in vigore gli atti delegati, gli schemi di certificazione interessati possono chiedere il riconoscimento alla Commissione per una o più metodologie. La verifica dovrà avvenire nel rispetto delle regole fissate dal quadro europeo e delle disposizioni sugli organismi di certificazione, sugli audit e sui controlli.

Questo è uno dei motivi per cui il regolamento conta tanto per il mercato. La certificazione smette di essere una promessa vaga e diventa un processo incardinato su criteri comuni, organismi riconosciuti e verifiche indipendenti.

Perché il regolamento è rilevante per il mercato dei crediti di carbonio

Il valore del Regolamento delegato UE 2026/285 sta nel fatto che porta il settore dei carbon removals fuori da una dimensione ancora troppo teorica e lo avvicina a un mercato regolato, comprensibile e difendibile.

La Commissione europea lo dice in modo molto chiaro. Queste prime metodologie creano nuove opportunità per l’innovazione climatica, per gli investimenti nelle tecnologie di rimozione del carbonio e per il contrasto al greenwashing. Inoltre offrono la chiarezza che aziende e investitori aspettavano per operare in un settore in rapida crescita.

In pratica, il regolamento rafforza la fiducia nel fatto che un credito collegato a una rimozione permanente possa poggiare su una base tecnica e regolatoria più seria. E quando cresce la fiducia, cresce anche la possibilità che il mercato attragga capitali, progetti e nuovi operatori qualificati.

Che cosa cambia per imprese e investitori

Per le imprese, questo regolamento rende più leggibile il contesto in cui utilizzare o acquistare crediti collegati a rimozioni permanenti. Per gli investitori, offre un quadro metodologico molto più ordinato per valutare progetti e opportunità. Per gli operatori della sostenibilità, crea finalmente un linguaggio comune europeo con cui parlare di qualità, permanenza, monitoraggio e certificazione.

La Commissione collega direttamente questo impianto alla necessità di costruire fiducia, facilitare gli investimenti e sostenere l’obiettivo europeo della neutralità climatica al 2050. In questo senso, il Regolamento delegato UE 2026/285 rappresenta un passaggio chiave nella costruzione del futuro mercato europeo dei carbon removals.

Il Regolamento delegato UE 2026/285 dice, in sostanza, quali attività di rimozione permanente possono essere certificate in Europa e con quali regole tecniche devono essere misurate, monitorate, verificate e certificate. Integrando il Regolamento UE 2024/3012, questo atto rende il quadro europeo sui carbon removals molto più concreto e molto più utile per lo sviluppo di un mercato serio dei crediti di carbonio.

Per questo il regolamento è importante. Porta chiarezza dove prima c’era soprattutto aspettativa, mette basi più solide sotto la certificazione e rende più credibile il dialogo tra progetti, imprese, investitori e organismi di verifica. In una parola, aiuta il mercato dei carbon removals a fare un salto di qualità.

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