Dimensioni e composizione
In Italia, l’importo totale in circolazione delle emissioni di finanza sostenibile ammonta attualmente a circa 119,8 miliardi di euro. L’integrazione dei criteri ESG (Environmental, Social, Governance) costituisce oggi un elemento centrale nel mercato obbligazionario tematico: i green bond rappresentano circa il 42% del totale delle emissioni ESG, mentre i sustainability-linked bond circa il 41%.
Le utilities continuano a essere le principali emittenti, con circa il 49% del totale, seguite dalle banche con il 25%. Questo dato evidenzia non solo il ruolo predominante del settore energetico nella transizione verde italiana (dimensione E), ma anche la crescente attenzione del settore finanziario verso strategie di gestione sostenibile (E, S, G) e allineate alla Tassonomia UE.
BTP Green: il ruolo dello Stato nella strategia ESG nazionale
L’Italia ha consolidato la propria posizione nel mercato dei green bond sovrani attraverso il programma BTP Green, lanciato nel marzo 2021, oggi pienamente integrato nella strategia nazionale di finanza sostenibile e coerente con le linee guida ESG europee.
Le emissioni del BTP decennale e del BTP Green a 20 anni di inizio 2025 hanno registrato richieste complessive per 270 miliardi di euro, con un collocamento effettivo pari a 18 miliardi. Il Rapporto 2025 su Allocazione e Impatto del MEF, fondamentale in ottica di trasparenza (G), illustra interventi per 11,6 miliardi finanziati tramite le emissioni 2024.
Le categorie di spesa – tutte allineate agli obiettivi ambientali (E) della Tassonomia – includono:
- efficienza energetica
- mobilità sostenibile
- tutela ambientale e biodiversità
- economia circolare
- ricerca sulla sostenibilità
- energie rinnovabili
Impatto economico, ambientale e coerenza con gli ESG
Gli interventi finanziati generano una riduzione stimata di quasi 40 milioni di tonnellate di CO? e un impatto economico di circa 17 miliardi di euro (0,8% del PIL 2024), dimostrando un chiaro contributo alla dimensione E.
L’analisi del MEF evidenzia inoltre un forte allineamento ai criteri sostenibili:
- 79% delle risorse è destinato ad attività con contributo sostanziale ai sensi della Tassonomia UE (E).
- 60% rispetta anche il principio DNSH – Do No Significant Harm (E/G), fondamentale per evitare effetti negativi su altri obiettivi ambientali.
Questa combinazione rafforza la credibilità del programma in ottica ESG, con particolare attenzione alla trasparenza (G) e all’impatto ambientale (E).
Emissioni corporate e integrazione ESG del settore privato
Il mercato italiano ha visto un’intensa attività anche da parte degli emittenti privati, che stanno integrando sempre più gli ESG nelle loro strategie di funding.
- Banca Monte dei Paschi di Siena ha collocato la prima emissione green senior preferred unsecured da 500 milioni, con ordini per 2 miliardi. Questo supporta la strategia E (finanziamento green), ma anche G, grazie alle maggiori richieste di reporting e accountability.
- Nel settore utilities, Hera ha lanciato il suo quarto green bond, ricevendo ordini per 2,75 miliardi. Le utilities si confermano leader nella transizione ecologica (E) e nella governance sostenibile (G).
Struttura delle emissioni BTP Green e coerenza ESG
I proventi dei BTP Green sono destinati a sei categorie principali coerenti con la Tassonomia UE e gli SDG ONU. Ognuna riflette componenti del framework ESG, con prevalenza della dimensione Environmental (E) ma effetti positivi anche su S (co-benefici sociali) e G (reporting e trasparenza).
Categorie finanziate:
- Efficienza energetica degli edifici (E, S)
- Trasporti sostenibili (E)
- Energie rinnovabili (E)
- Tutela dell’ambiente e biodiversità (E)
- Prevenzione dell’inquinamento ed economia circolare (E)
- Ricerca sulla sostenibilità (E, S)
Prospettive 2025-2026 e trend ESG globali
Previsioni di crescita
Le emissioni di green bond potrebbero raggiungere i 600 miliardi di dollari nel 2025, con i GSS bond (Green, Social, Sustainability) che supereranno i 1.000 miliardi. Questo trend è sostenuto da:
- condizioni monetarie favorevoli,
- fondamentali corporate solidi,
- necessità di compliance ESG,
- strategie nette-zero.
Fattori di crescita ESG
- Maturità del mercato: la prima generazione di green bond sta arrivando a scadenza; il rifinanziamento sarà una leva centrale del mercato ESG.
- Espansione geografica: cresce il numero di Stati che emettono debito sostenibile; l’UE punta a 250 miliardi di euro di green bond entro il 2026 (NextGen EU).
Sfide e opportunità ESG
Il mercato europeo affronta alcune criticità strutturali:
- frammentazione dei mercati dei capitali (G)
- pipeline insufficiente di progetti verdi standardizzabili (E)
- mancanza di investitori domestici specializzati (G)
Inoltre, gli EUGBS – European Green Bond Standards dovranno garantire:
- maggiore qualità delle emissioni (G)
- supporto alla transizione dei settori hard-to-abate (E)
- inclusività sociale e industriale (S)
Framework normativo e governance ESG
Il mercato europeo opera in un contesto normativo sempre più definito. L’ESMA segnala una crescita del 17% dei bond ESG UE nel 2024.
Lo standard EUGBS, oggi il riferimento principale, prevede:
- allineamento obbligatorio alla Tassonomia UE (E/G)
- audit esterni obbligatori (G)
- rigoroso reporting annuale (G)
- trasparenza sui criteri e sugli impatti (G)
Questo contribuisce ad accrescere la fiducia degli investitori e combatte il rischio di greenwashing.
Valutazione del rischio ESG
I green bond mostrano performance simili ai bond convenzionali, confermando che l’integrazione ESG non altera significativamente il profilo rischio-rendimento. Tuttavia, contribuisce a:
- miglioramento della governance (G)
- riduzione del rischio di transizione (E)
- maggiore stabilità a lungo termine (S, E)

