Che cos’è l’Osservatorio ESG dei territori e delle Società Benefit
Prende forma l’Osservatorio ESG dei Territori con la Piattaforma digitale collaborativa, promosso da Next EU, come infrastruttura permanente di analisi, ricerca e monitoraggio dedicata alla sostenibilità e all’innovazione nella dimensione territoriale. L’iniziativa nasce per contribuire alla costruzione di un quadro di conoscenza condiviso, comparabile e progressivamente aggiornabile sui territori italiani ed europei, con particolare attenzione alle componenti ambientali, sociali e di governance, al ruolo dell’innovazione sostenibile, alla transizione digitale, alla transizione tecnologica, alla transizione ecologica e al contributo delle Società Benefit, delle imprese ESG e delle organizzazioni pubbliche e private allo sviluppo sostenibile.
L’Osservatorio si colloca in un contesto in cui la misurazione degli impatti territoriali è sempre più rilevante per pubbliche amministrazioni, imprese, università, centri di ricerca, associazioni, fondazioni e stakeholder locali. La frammentazione dei dati a livello sub-nazionale rende spesso difficile comprendere in modo integrato la qualità delle politiche pubbliche, la sostenibilità dei modelli produttivi, la capacità amministrativa, la competitività sostenibile dei territori e il valore effettivamente generato da organizzazioni e progetti per comunità, ambiente e sistemi locali.
L’Osservatorio nasce proprio per contribuire a colmare questo divario, costruendo un nodo centrale di raccolta, elaborazione e restituzione di dati affidabili e comparabili, in linea con i principali framework europei e internazionali, tra cui Eurostat SDG Indicators, OECD Regional Well-Being, EU Regional Competitiveness Index ed EU Social Progress Index. L’obiettivo è quello di favorire una cultura condivisa della misurazione, capace di rendere leggibile, confrontabile e verificabile il contributo delle organizzazioni allo sviluppo sostenibile dei territori.
I membri dell’Osservatorio ESG dei Territori
La prima composizione dell’Osservatorio ESG dei Territori riunisce 43 componenti tra accademici provenienti da università italiane e straniere, figure del mondo scientifico, professionisti, rappresentanti del sistema imprenditoriale e realtà territoriali. Il gruppo nasce per accompagnare la fase iniziale dell’Osservatorio, contribuendo alla costruzione di un metodo condiviso di ricerca, raccolta dati, definizione di indicatori ESG territoriali, analisi dei casi applicativi e valorizzazione delle esperienze legate a Società Benefit, imprese ESG e organizzazioni impegnate nello sviluppo sostenibile dei territori.
Componenti – Area accademica
Marco Sponziello è il Direttore Scientifico. È inoltre Presidente dell’Associazione Next EU, professore di Geografia Economica presso l’Università del Salento, Innovation Manager e Ambasciatore del Patto Europeo per il Clima. Il suo profilo unisce competenze accademiche, professionali, progettuali e istituzionali sui temi dell’innovazione, della sostenibilità, degli ESG territoriali e delle politiche di sviluppo locale. Salvatore Rizzello è professore ordinario di Economia politica presso l’Università del Salento, Prorettore dello stesso Ateneo, già Direttore della Scuola Superiore ISUFI e Presidente della Rete ASSI. Contribuisce con competenze su economia, istituzioni, sviluppo e sistemi della conoscenza. Enrico Ciavolino è Vicepresidente dell’Associazione Next EU e professore ordinario di Psicometria presso l’Università del Salento. Il suo contributo riguarda metodologia, misurazione, analisi dei dati e costruzione di strumenti valutativi. Elisabetta Codazzi è professoressa associata di Diritto commerciale presso l’Università dell’Insubria. Porta competenze sui modelli societari, sulla governance d’impresa e sui profili giuridici della sostenibilità. Andrea Venturelli è Presidente dell’Associazione GBS e professore associato di Economia aziendale presso l’Università del Salento. Si occupa di rendicontazione, sostenibilità aziendale e sistemi di reporting, con particolare rilievo per l’integrazione degli ESG nelle organizzazioni. Claudio Mauro è professore di Metabolismo e infiammazione presso l’Università di Birmingham. Porta una prospettiva scientifica legata alla ricerca biomedica e ai processi biologici, utile per leggere la sostenibilità anche in relazione a salute, ambiente e qualità della vita. Mario Carparelli è professore di Storia della filosofia moderna presso l’Università del Salento. Il suo contributo riguarda la dimensione culturale, etica e filosofica dei processi di trasformazione sociale e territoriale. Manola Mazzotta è professoressa di Economia del crimine presso l’Università del Salento e Senior Credit Analyst. Integra competenze economiche, finanziarie e di analisi dei rischi, con attenzione ai fenomeni criminali e alle vulnerabilità dei sistemi territoriali. Michele Carducci è professore ordinario di Diritto costituzionale comparato presso l’Università del Salento e coordinatore del Centro di Ricerca Euroamericano sulle Politiche Costituzionali. Contribuisce con competenze su costituzionalismo, diritti, governance pubblica e sostenibilità istituzionale. Claudia Sunna è professoressa associata di Storia del pensiero economico presso l’Università del Salento. Il suo profilo rafforza la lettura storica ed economica dei modelli di sviluppo e delle trasformazioni territoriali. Giovanni Tarantino è professore associato di Filosofia del diritto presso l’Università del Salento. Contribuisce con competenze sui temi della sostenibilità, della responsabilità intergenerazionale e della tutela dei diritti fondamentali della persona. Gianpasquale Preite è professore di Filosofia politica e Governance pubblica presso l’Università del Salento e Direttore scientifico del CREV. Porta competenze su governance, politiche pubbliche, istituzioni e processi decisionali. Salvatore De Vitis è professore aggregato di Diritto commerciale presso l’Università del Salento e coordinatore dell’Unità di ricerca sul rischio di impresa nel Dipartimento di Giurisprudenza. Contribuisce sui temi della responsabilità, del rischio, della compliance e della governance d’impresa. Rosa Rota è professoressa di Diritto della sostenibilità e ricercatrice di Diritto amministrativo presso l’Università di Roma “Tor Vergata”. Il suo contributo riguarda la sostenibilità nella prospettiva del diritto pubblico, della regolazione e dell’azione amministrativa. Donatella Porrini è professoressa associata di Politica Economica presso l’Università del Salento e professoressa a contratto presso la LIUC – Università Cattaneo di Castellanza. Porta competenze economiche e accademiche sui temi delle politiche pubbliche, della sostenibilità e dell’analisi degli impatti economici della transizione. Antonio Donateo è Primo Ricercatore e fisico dell’atmosfera presso ISAC-CNR. È esperto nello studio della dinamica chimico-fisica di gas climalteranti e particolato in ambienti remoti, con particolare riferimento all’Artico.
Componenti – Area organismi e centri di ricerca
Marco De Candia è responsabile delle relazioni industriali del Centro di Ricerca Intellecto IP. Il suo contributo riguarda il collegamento tra ricerca, innovazione, sistemi produttivi e trasferimento di conoscenza. Roberto Marti è Presidente di Piccola Industria Confindustria Puglia, vicepresidente nazionale con delega a trasporti, infrastrutture e logistica, e CEO di Isopharma. Porta la prospettiva del sistema imprenditoriale, industriale e infrastrutturale. Cinzia Rossi è Presidente della Fondazione Communia, professoressa di antropologia organizzativa presso il Consorzio Universitario Humanitas e la Pontificia Università Antonianum, Woman On Board, vicepresidente UCID Roma e referente del Comitato d’indirizzo Fondazione AIDP Lavoro e Sostenibilità. Il suo profilo integra antropologia organizzativa, lavoro, sostenibilità e governance sociale.
Componenti – Area professionisti
Paola Moscardino è giornalista per Mediaset e Corriere del Mezzogiorno, direttrice artistica del Festival Maria Corti ed esperta in comunicazione sostenibile. Contribuisce alla dimensione comunicativa e culturale della sostenibilità. Milena Mariano è esperta in parità di genere e prevenzione della violenza di genere. È attiva in progetti di sensibilizzazione e formazione, con un contributo specifico alla dimensione sociale degli ESG. Fiorella Franco è founder e CEO di Leadership Sensibile srl Società Benefit, HSP Mentor, trainer e coach, oltre che dottoressa commercialista. Porta competenze su leadership, impatto, formazione e modelli organizzativi sensibili alla sostenibilità. Giorgia Culotti è Business Angel, Ambassador Academy Gioya HEI, certificata UNITAR CSR & SD, CEO e co-owner di EXPRY. Il suo profilo unisce impresa, investimento, sostenibilità e responsabilità sociale. Barbara Pirelli è avvocata del Foro di Taranto, Legal & Sustainability Content Creator e relatrice in convegni sulle Comunità Energetiche. Il suo contributo riguarda diritto, sostenibilità, comunicazione e modelli energetici collaborativi. Domenico Pecere è Ambasciatore del Patto Europeo per il Clima della Commissione Europea, esperto ESG e bilanci di sostenibilità, europrogettista e referente PlasticFree. Contribuisce sui temi della sostenibilità ambientale, della rendicontazione e della progettazione europea. Matteo Greco è ingegnere meccanico, Innovation Manager e formatore STEM. Porta competenze su innovazione tecnologica, formazione scientifica e trasferimento di competenze. Cosimo Summa è avvocato, policy advisor, esperto di public & government affairs, Chief Sustainability Officer, CEO di Explora Spa e Segretario Generale CIELI. Il suo contributo riguarda governance, sostenibilità, relazioni istituzionali e politiche pubbliche. Daniela Talà è esperta di politiche del lavoro. Contribuisce alla lettura degli impatti sociali, occupazionali e organizzativi della transizione sostenibile. Salvatore Ponzo è avvocato, Presidente A.I.G.A. sezione di Lecce, Segretario del Comitato pari opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Lecce ed esperto di legal design, social equity e tax compliance. Il suo profilo incrocia diritto, equità sociale e innovazione nei servizi legali. Raffaele Santoro è esperto del Terzo Settore e dell’ambito turistico, socio-culturale, nonché Presidente provinciale ACLI Lecce. Porta la prospettiva del welfare territoriale, dell’associazionismo e della valorizzazione comunitaria. Alberto Muzzi è avvocato del Foro di Firenze, consulente PNRR e consulente presso il Ministero dell’Ambiente e la Camera Arbitrale di Milano. Contribuisce con competenze giuridiche, ambientali e di progettazione pubblica. Oliviero Casale è General Manager di UniProfessioni, Innovation Manager, coordinatore del World Industry 5.0 Forum by Confassociazioni e componente di gruppi UNI e ISO sulla normazione dell’Innovation Management. Il suo profilo è centrato su innovazione, standardizzazione e transizione industriale. Marilena Resta è Benefit & Impact Advisor, Social Project Manager, facilitatrice, valutatrice d’impatto CeVIS – Cottino Social Impact Campus e Chief Value Officer CSRD certificata CEPAS. Porta competenze su impatto sociale, Società Benefit, rendicontazione e valutazione. Marcello Solida è Disability & Diversity Manager e pianificatore urbanista. Il suo contributo riguarda accessibilità, inclusione, diversità e pianificazione urbana. Monique Monte è responsabile del Sistema Integrato QHSE presso Services Facility Logistics Soc. Coop., ESG Advisor ed esperta di reporting di sostenibilità. Contribuisce sui temi di qualità, ambiente, sicurezza, governance e rendicontazione. Fabio Spilotros è consulente aziendale esperto in sviluppo d’impresa, innovazione e internazionalizzazione. Già vicedirettore di Confapi Puglia, è Segretario dell’Associazione Italy and India. Porta competenze su competitività, internazionalizzazione e sviluppo imprenditoriale. Flavia Di Pilla è avvocata cassazionista del Foro di Siena, specialista in diritto civile e internazionale per operazioni Italia-Brasile, mercati del carbonio e compliance AML. È fondatrice di Studio DPD STA. Il suo profilo integra diritto internazionale, sostenibilità e mercati ambientali. Luca Lanzilotto è ingegnere esperto in transizione energetica, fonti rinnovabili, efficientamento degli edifici, auditing energetici e strumenti di incentivazione pubblica. Contribuisce alla dimensione energetica e tecnica della sostenibilità territoriale.
Componenti – Area imprese
Giovanni Barbara è founder di Barbarnet srl Società Benefit e Beforweb srl Società Benefit. Porta nell’Osservatorio l’esperienza di impresa benefit e innovazione digitale orientata all’impatto. Gianluca Monaco è CEO di 3M LAB srls Società Benefit. Il suo profilo rappresenta il contributo delle imprese benefit alla costruzione di modelli ESG applicati. Rosalìa Castelli è Digital & Sustainability Auditor, ESG Advisor e co-founder di ESG Italia srl Società Benefit. Contribuisce sui temi di audit digitale, sostenibilità, consulenza ESG e misurazione. Stefano Presicce è CEO di Carborea srl Società Benefit. Porta la prospettiva dell’impresa benefit impegnata nella sostenibilità e nella generazione di impatto. Verdiana Toma è CEO e founder di You’re Up srl Società Benefit. Il suo contributo riguarda l’imprenditorialità benefit e i modelli organizzativi orientati alla sostenibilità. Simone Chiriatti è General Manager di Olivami ETS. Porta nell’Osservatorio l’esperienza di un ente del Terzo Settore impegnato in progettualità ambientali, sociali e territoriali. Antonio Dell’Atti è CEO e founder di Project School srl Società Benefit. Il suo profilo integra formazione, progettazione e innovazione con finalità di impatto.
La piattaforma digitale collaborativa dell’Osservatorio
Accanto all’Osservatorio è stata attivata una piattaforma collaborativa pensata come spazio digitale di lavoro per condividere documenti, idee e proposte utili alla costruzione di indicatori ESG territoriali e dedicati alle Società Benefit, alle imprese ESG e alle organizzazioni che intendono misurare e valorizzare il proprio contributo allo sviluppo sostenibile dei territori. L’iniziativa nasce dall’esigenza di mettere in relazione conoscenze, esperienze e strumenti operativi oggi spesso frammentati: documenti tecnici, buone pratiche, proposte di KPI, riferimenti normativi, modelli di rendicontazione, dati territoriali e contributi provenienti da imprese, pubbliche amministrazioni, università, enti del terzo settore, professionisti e altri stakeholder. All’interno della piattaforma sarà possibile raccogliere e consultare documenti, fonti e link tematici su Ambiente, Sociale e Governance; riferimenti normativi regionali, nazionali ed europei in materia di sostenibilità, Società Benefit, imprese ESG, rendicontazione e misurazione dell’impatto; idee, proposte operative e KPI da sviluppare, confrontare o validare; buone pratiche territoriali e casi applicativi; contributi di imprese, enti pubblici, università, centri di ricerca, organizzazioni del terzo settore, professionisti e altri stakeholder. La piattaforma potrà inoltre alimentare una dashboard di sintesi dei contenuti condivisi, utile per monitorare contributi, priorità, ambiti tematici e stato di avanzamento del lavoro. La dashboard potrà diventare uno strumento di lettura integrata dei materiali raccolti, distinguendo le informazioni per ambito ESG, territorio, tipologia di soggetto coinvolto, indicatori proposti, fonti disponibili, livello di maturità della proposta e possibili applicazioni operative. Per le Società Benefit, lo spazio potrà contribuire a collegare gli obiettivi di beneficio comune dichiarati negli statuti e nelle relazioni annuali di impatto con indicatori territoriali più ampi, capaci di restituire il valore generato non solo per l’impresa, ma anche per l’ecosistema locale in cui essa opera.
Se sei un’impresa, una Società Benefit, un’impresa ESG, un ente pubblico, un’organizzazione del terzo settore, un’università, un centro di ricerca, un professionista o una realtà che si riconosce nei temi della sostenibilità, puoi contribuire alla costruzione di questo spazio comune secondo le modalità di partecipazione previste dall’Osservatorio.
Partecipare significa condividere conoscenze, proporre indicatori, segnalare buone pratiche, mettere a disposizione documenti e contribuire alla definizione di strumenti capaci di valorizzare impatti, responsabilità e sviluppo sostenibile dei territori. In questo senso, l’Osservatorio si propone come uno strumento di lavoro per i territori, ma anche come un laboratorio di metodo: un luogo in cui la sostenibilità non resta un principio astratto, ma diventa misurazione, confronto, progettazione e impatto.
Indicatori, KPI e misurazione territoriale
L’Osservatorio ESG dei Territori nasce come infrastruttura di ricerca applicata, interdisciplinare e orientata all’impatto. Il suo obiettivo è costruire un sistema stabile di osservazione della sostenibilità territoriale, capace di analizzare in modo integrato le dimensioni ambientali, sociali e di governance, mettendole in relazione con innovazione, transizione ecologica, transizione digitale, transizione tecnologica, competitività dei sistemi produttivi e qualità della vita.
La ricerca dell’Osservatorio si sviluppa su più livelli. Il primo è la raccolta e sistematizzazione dei dati territoriali, con attenzione alle fonti ufficiali, agli indicatori statistici esistenti e alle informazioni prodotte da enti pubblici, università, imprese, fondazioni, associazioni e stakeholder locali. Il secondo livello riguarda la normalizzazione e comparazione dei dati, necessaria per superare la frammentazione informativa che spesso caratterizza l’analisi sub-nazionale e rende difficile confrontare territori, aree omogenee, distretti produttivi, sistemi urbani e comunità locali.
Il cuore metodologico dell’Osservatorio è la costruzione di un framework ESG territoriale. La distinzione fondamentale è tra indicatori e KPI. Gli indicatori sono variabili statistiche grezze o elaborate che descrivono fenomeni specifici: energia, emissioni, qualità dell’aria, rifiuti, consumo di suolo, acqua, biodiversità, mobilità sostenibile, lavoro, inclusione, welfare, vulnerabilità, rischio, formazione, salute, sicurezza, comunità, servizi, trasparenza, legalità, partecipazione, governance, rendicontazione e qualità dei processi decisionali. I KPI sono invece indicatori chiave di prestazione normalizzati e standardizzati, pensati per permettere il confronto diretto tra territori e l’analisi dei trend nel tempo.
La ricerca promossa dall’Osservatorio ha quindi una natura data-driven, ma non esclusivamente quantitativa. Accanto all’analisi dei dati, l’Osservatorio valorizza casi studio, contributi scientifici, esperienze di imprese e Società Benefit, progettualità territoriali, pratiche amministrative, modelli di governance e iniziative locali che possano rappresentare esempi concreti di transizione sostenibile. La dimensione quantitativa viene così integrata con una lettura qualitativa dei processi territoriali.
Tra gli ambiti di ricerca rientrano il monitoraggio delle performance ambientali, sociali e di governance dei territori; l’analisi del contributo delle organizzazioni pubbliche e private alla transizione sostenibile; lo studio del ruolo delle Società Benefit e delle imprese ESG compliant; la valutazione delle politiche pubbliche territoriali; l’osservazione delle dinamiche di competitività sostenibile dei sistemi produttivi; l’approfondimento di filiere, distretti, aree interne, sistemi urbani e comunità locali.
Le attività dell’Osservatorio si articolano in quattro aree integrate. La prima riguarda la ricerca e l’analisi, attraverso raccolta sistematica, normalizzazione dei dati territoriali, sviluppo di metodologie e studio delle dinamiche di sostenibilità e competitività. La seconda riguarda il monitoraggio territoriale, con la costruzione di un cruscotto ESG permanente, il calcolo dei KPI e l’analisi comparativa tra territori omogenei. La terza riguarda la produzione di rapporti, tra cui il Rapporto Annuale ESG Territoriale, report tematici verticali su filiere o dimensioni specifiche, policy brief operativi per i decisori pubblici e documentazione scientifica. La quarta riguarda divulgazione e capacity building, attraverso eventi, seminari, collaborazioni accademiche, attività editoriali e percorsi di diffusione della cultura della misurazione ESG e dell’innovazione sostenibile.
Il ruolo del Comitato Tecnico-Scientifico
Un ruolo essenziale nella nascita dell’Osservatorio ESG dei Territori è svolto dal Comitato Tecnico-Scientifico di Next EU, organo di indirizzo, proposta e sollecitazione scientifico-culturale dell’associazione. Il Comitato riunisce competenze accademiche, professionali, istituzionali e imprenditoriali, con l’obiettivo di orientare le attività divulgative, formative e progettuali promosse da Next EU sui temi dell’innovazione sostenibile, degli ESG territoriali, delle Società Benefit e dei modelli di sviluppo locale.
Fabio Pollice, geografo e già Rettore dell’Università del Salento, nonché Presidente del Comitato Tecnico Scientifico Next EU, sottolinea che «l’Osservatorio ESG dei Territori nasce per fare della sostenibilità il fulcro delle strategie di sviluppo locale, ideando e applicando un insieme di indicatori che mostrino come l’applicazione dei principi ESG a scala territoriale possa innescare un processo di sviluppo capace di coniugare miglioramento delle condizioni di benessere della comunità locale con la rigenerazione ambientale e paesaggistica dei territori, elevando nel contempo il livello di coinvolgimento di ogni singolo attore territoriale e della comunità nel suo complesso. La sfida è superare una lettura degli ESG limitata alla singola organizzazione, per comprendere il valore che imprese, Società Benefit, pubbliche amministrazioni, università e terzo settore generano per comunità, ambiente e sistemi produttivi locali. Il Comitato Tecnico-Scientifico accompagnerà questo percorso con un approccio interdisciplinare, fondato su dati, indicatori, KPI e buone pratiche, affinché la sostenibilità diventi uno strumento concreto di conoscenza, responsabilità e sviluppo dei territori».
All’interno di questa architettura, il Comitato individua temi rilevanti, propone percorsi di approfondimento, segnala bisogni conoscitivi e può sollecitare l’Osservatorio ESG dei Territori a produrre analisi, studi, report, dossier, policy brief, note metodologiche e documentazione scientifica. Il Comitato orienta, propone e sollecita; l’Osservatorio ricerca, misura e produce documentazione scientifica; Next EU divulga, connette e porta i risultati nel dibattito pubblico.
La fase di avvio dell’Osservatorio ha preso le mosse dal lavoro e dalle competenze dei componenti del Comitato Tecnico-Scientifico. In questa nuova fase, l’Osservatorio potrà aprirsi anche ad altri soggetti che abbiano maturato competenze specifiche in ambito ESG, previa richiesta di adesione e secondo le modalità definite dall’associazione.
Puglia e Veneto: due esperienze regionali come riferimento per gli ESG dei territori
In questa prospettiva, le esperienze normative della Regione Puglia e della Regione Veneto offrono due riferimenti significativi.
La Regione Puglia, con la L.R. 12 agosto 2022, n. 18, ha istituito l’Albo regionale delle Società Benefit di Puglia e ha previsto strumenti finalizzati a favorire la diffusione del modello benefit, la trasparenza, la valorizzazione delle buone prassi e il supporto alla valutazione d’impatto. In particolare, l’articolo 6 della legge prevede l’istituzione di hub territoriali e di una sezione delle buone prassi nell’Albo regionale delle Società Benefit di Puglia. Gli hub sono concepiti come strumenti per facilitare la conoscenza della disciplina, delle caratteristiche e dei benefici delle Società Benefit, diffondere le buone pratiche, creare competenze e promuovere la collaborazione tra soggetti pubblici e privati.
Il Regolamento regionale Puglia 16 febbraio 2024, n. 1, all’articolo 15, disciplina più puntualmente gli hub territoriali. La norma prevede che gli hub siano istituiti dalla Sezione Competitività, con adeguata diffusione sul territorio regionale, e che possano essere ospitati anche presso enti o soggetti territorialmente competenti. Il piano annuale delle attività deve comprendere azioni finalizzate alla diffusione dei principi e degli obiettivi di sviluppo sostenibile, alla conoscenza dell’impatto economico delle Società Benefit, alla circolazione delle buone prassi, alla creazione di competenze in tema di sviluppo sostenibile, alla collaborazione tra soggetti pubblici e privati, alla pubblica diffusione delle relazioni annuali di impatto e alla collaborazione con università e centri di ricerca nelle attività di analisi delle relazioni di impatto e degli standard di valutazione esterni.
La Regione Veneto, con la L.R. 16 aprile 2024, n. 10, ha introdotto un sistema regionale a sostegno dei progetti a beneficio comune. La legge valorizza il ruolo delle Società Benefit e delle imprese ESG operanti sul territorio regionale, promuovendo strumenti specifici per rendere visibili, accessibili e monitorabili i progetti a impatto territoriale.
Gli articoli più rilevanti della legge veneta sono l’articolo 3, relativo agli attori coinvolti; l’articolo 4, che istituisce l’Elenco regionale delle Società Benefit e delle imprese ESG; l’articolo 5, che istituisce il Registro dei progetti a beneficio comune; l’articolo 6, relativo alle azioni regionali di promozione, monitoraggio e sostegno; l’articolo 7, che prevede una piattaforma digitale per garantire accessibilità, trasparenza e pubblicità; e l’articolo 8, che istituisce il Tavolo tecnico sui progetti a beneficio comune.
Il modello veneto non utilizza espressamente il termine “hub”, ma costruisce una vera infrastruttura collaborativa: un elenco dei soggetti, un registro dei progetti, una piattaforma digitale, una sezione dedicata alle buone pratiche e un tavolo tecnico. Si tratta di strumenti che consentono di mettere in relazione Società Benefit, imprese ESG, pubbliche amministrazioni, promotori di progetti e stakeholder territoriali, favorendo la trasparenza e la misurazione dell’impatto.
La piattaforma Venexus, sviluppata dalla Regione Veneto in attuazione della L.R. n. 10/2024, conferma questa impostazione. È uno strumento digitale pensato per facilitare la nascita di partnership strategiche tra settore pubblico, Società Benefit e imprese ESG con sede in Veneto, per la realizzazione di progetti a beneficio comune. La piattaforma consente l’iscrizione ai registri di riferimento, la presentazione dei progetti, la pubblicazione delle iniziative e la costruzione di relazioni pubblico-private orientate alla sostenibilità.
Puglia e Veneto, pur adottando modelli diversi, indicano una direzione comune: la sostenibilità non può essere ridotta a un adempimento formale o a una rendicontazione isolata. Ha bisogno di luoghi, strumenti e processi capaci di favorire partecipazione, confronto, raccolta di dati, valutazione degli impatti e diffusione delle buone pratiche.
Una proposta di metodo per la governance territoriale della sostenibilità
Il richiamo alle normative di Puglia e Veneto rappresenta un’indicazione di metodo: coinvolgere gli stakeholder, rendere accessibili le informazioni, valorizzare le buone pratiche, promuovere competenze, monitorare gli impatti e costruire alleanze territoriali tra pubblico e privato.
Come osserva il Direttore Scientifico dell’Osservatorio Marco Sponziello «le esperienze della Puglia e del Veneto indicano che la sostenibilità deve diventare una infrastruttura territoriale di collaborazione, misurazione e responsabilità condivisa. Le esperienze regionali pugliese e veneta confermano la volontà competitiva dei territori, sia lato sostenibilità che lato innovazione. Ora la sfida decisiva è rendere leggibile l’impatto, confrontabile e verificabile attraverso indicatori condivisi. Per questo è necessario costruire spazi collaborativi nei quali imprese, pubbliche amministrazioni, università, terzo settore, professionisti e stakeholder possano contribuire alla definizione di KPI territoriali, alla raccolta delle buone pratiche e alla misurazione concreta del beneficio comune. Gli hub, le piattaforme digitali, i registri e i tavoli tecnici possono diventare luoghi di governance territoriale della sostenibilità. È in questa prospettiva che occorre lavorare a un sistema di indicatori ESG capace di misurare le performance delle singole organizzazioni insieme al valore generato per comunità, territori, ambiente e sistemi produttivi locali».
L’Osservatorio ESG dei Territori si inserisce in questa traiettoria. La piattaforma collaborativa, la raccolta strutturata di contributi, la costruzione di indicatori e la valorizzazione delle esperienze territoriali possono contribuire alla definizione di un metodo comune per leggere il rapporto tra sostenibilità, organizzazioni e territori.

